Il World Indoor Tour si è rivelato una tappa promettente per la nazionale italiana di Atletica Leggera, e Gianmarco Tamberi, specialista del Salto in Alto, non è stato da meno.

Nonostante siano trascorsi cinque anni dall’evento drammatico, è ancora vivo il dolore ed il ricordo delle lacrime di questo giovane talento quando alle Olimpiadi di Rio, in seguito ad un infortunio grave in fase di qualificazione per la finale, dovette rinunciare per sempre al proprio sogno.

Un tendine rotto ed un viaggio di ritorno per l’Italia, con la disperazione di molti ed il presentimento di alcuni che sarebbe stata la fine di una giovane carriera. Un infortunio grave resta un infortunio grave, e le probabilità di ripresa completa dell’articolazione sono sempre molto basse; ma non è sconosciuta ai più la grinta e la voglia di fare di questo ragazzo che, con il suo atteggiamento da show-man, ha sempre saputo nutrirsi dell’affetto e della fiducia di tutto il pubblico che lo ama e lo segue.

Ed eccolo, dunque, il Tamberi di un tempo: dopo varie peripezie, riabilitazione, rinforzo, fasi di adattamento, piccole vittorie seguite da piccoli insuccessi, continui sali-scendi, torna in pedana a Torun e centra la misura che gli assicura le Olimpiadi di Tokyo: 2,34 i metri che non toccava da ormai troppo tempo, proprio da quel fatidico incubo, e 2,34 i metri con cui ieri si è aggiudicato il pass per ciò che più agognava da tempo.

Caparbietà ed ambizione sono gli aggettivi che più contraddistinguono Gianmarco, oltre ad una innata dote da “protagonista assoluto”, l’uomo che sa tenere il pubblico: e proprio quel pubblico, con la clap che solitamente accompagna ogni salto di Tamberi, lo ha fatto volare in alto. Per Tamberi anche tre tentativi senza successo alla misura di 2,36, ma la possibilità di riprovarci domenica pomeriggio agli Assoluti indoor di Ancona sulla pedana dei suoi allenamenti.

E chissà che non compia un altro piccolo miracolo.

Martina Amodio

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