Seguo da decenni il mondo del Turf; con particolare interesse il trotto.

Certo è che i bei tempi di Vivaldo Baldi e Sergio Brighenti, per citarne due tra i tanti che hanno scritto prestigiose pagine nel libro delle corse, sono ormai lontani ricordi. Quelli, senza tema di smentite, erano momenti lirici; cioè, in Italia ancora si suonava la Lira.

Confesso che da sempre sono un fan di Giuseppe Pietro Maisto, il leggendario Peppino, che ancora oggi è tutt’uno con il Palo. Ovviamente conosco il fratello Vincenzo fin da quando era giovanotto, ed anche lui era uno spettacolo ammirarlo in corsa.

Con Vincenzino, ultimamente, ci siamo incontrati diverse volte ma per parlare di altro: di musica, spettacolo e mai avevamo sfiorato l’argomento Corse.

Sono a conoscenza, come tanti, di alcune sue “vicende” sportive e personali, e quando tutti: stampa,addetti ai lavori e non, lo additavano come il Driver marcio, non sono mai stato convinto delle colpe che gli sono state attribuite. Anche perché solo per “sentito dire”, molto spesso, la verità è lontana dall’essere svelata.

Gli ho chiesto se fosse disposto a parlarne senza remore e/o reticenze e lui, uomo schivo e di pochissime parole, come il fratello maggiore, ha accettato di buon grado, non senza prima affidarmi l’album dei suoi ricordi.

Ci siamo rivisti dopo alcuni giorni e l’intervista che ne è seguita risulta molto formale; ma leggerete come non mancano momenti di pathos, in una commistione di amare riflessioni e lieti ricordi.

Questo è il Call And & Response che ci consegna l’anima dello sportivo e dell’uomo come mai era stato fatto prima.

Quando nasce la sua passione per le redini lunghe?

Si può dire che è nata prima che io nascessi. In quanto mio padre, e prima ancora mio nonno, avevano cavalli da corsa. Quindi, già dai primissimi anni di vita andavo con papà ed i miei fratelli ad Agnano ed Aversa. Una volta, addirittura, mi nascosi dietro il cofano dell’auto di papà per andare a vedere il Gran Premio Lotteria. Eravamo nel lontano 1970

A che età la prima corsa ufficiale?

La prima corsa ufficialmente l’ho effettuata all’età di vent’anni… era il 1980

Di sicuro ricorda la sua prima vittoria…

La mia prima vittoria, appunto, coincide con la prima corsa. Il cavallo si chiamava Palatino, un grigio, allevato dal Dott. Mantellini, gran signore e grande allenatore dei cavalli al trotto nella sua Terracina. Fu un’emozione grandissima, perché il cavallo (che sapeva leggere e scrivere) galoppò in partenza perdendo più di 20 metri dalla testa e vinse girando a largo(cosa inusuale per lui, che era prettamente un cavallo di testa in quanto partiva come un missile)

Le emozioni dopo il traguardo?

L’emozione dopo il traguardo la ricordo ancora. Fu una cosa indescrivibile, sembrava un sogno. Al rientro nella scuderia all’ippodromo di Aversa trovai mio padre ed i miei fratelli in lacrime

Lei vanta una carriera prestigiosa correlata da un numero impressionante di vittorie. La più bella e/o la più “guidata”?

La corsa più bella e più guidata, a mio avviso, è la Vittoria nel Premio Federnat a Padova con il cavallo IaccoBi, comprato dal prestigioso allevamento dei Biasuzzi. La rivedo spesso quella corsa nei miei sogni e potrei descriverla metro su metro. Fu la guidata di grande professionalità, ma soprattutto di conoscenza dei limiti del cavallo

Quante corse ha vinto nella sua carriera?

All’incirca 1200 corse, tra gentleman e professionisti

Carriera che è durata quanto?

Ho iniziato a correre nel 1980 appunto vincendo con Palatino e finendo nel 2012 a Pontecagnano, anche stavolta, vincendo con il cavallo Ippocrate. Quindi posso dire che rimango imbattuto

Il cavallo che ancora ricorda con maggiore affetto?

Di cavalli a me cari ce ne sono parecchi, ma quello che ho nel cuore più di tutti è stato Opizzo. Anche lui allevato dal Dott. Giovanni Mantellini. Praticamente fu salvato dal macello per diventare poi un cavallo eccezionale

Non sono mancati neanche lo spavento e gli incidenti: il più grave?

Ho avuto nel corso della mia carriera due incidenti abbastanza gravi. Uno ad Agnano con Titty D’Hilly, dove mi ruppi il malleolo e l’altro (l’ultimo), il più preoccupante, al Garigliano, dove mi ruppi le costole, un braccio e la clavicola

Leggo che Pietro Inno le ha dedicato alcune Poesie in lingua napoletana: una gran bella soddisfazione…

Sì, il decano dei camerieri della mensa dell’Ippodromo di Agnano mi dedicò una poesia molto divertente, che riguardava il mio modo di guidare

Ad Agosto del 1994, lei è a capo della classifica Gentleman Driver; mentre suo fratello Giuseppe Pietro, il mitico Peppino, stacca di alcune vittorie il bravo Pasquale Esposito Jr: come andò a finire?

È stato un anno meraviglioso sotto l’aspetto agonistico sia mio che di mio fratello, in quanto vincemmo il Frustino D’Oro nelle rispettive categorie: Gentleman e Professionisti

Le risulta che, nella storia dell’ippica, altri due fratelli abbiano vinto, nello stesso anno, il frustino d’oro , uno nella categoria dei professionisti ed il più giovane quella dei puri?

Penso sicuramente di no: è stato un vero record in quanto nessuno è riuscito nell’impresa

Mi dice alcuni dei più prestigiosi Gran Premi vinti?

Ho vinto il Premio Federnat a Padova che è la Lotteria dei gentleman ed il Campionato del Mondo, che si disputò a Napoli. Un’altra bellissima soddisfazione è stata l’aver vinto il Trofeo che si faceva all’epoca guidatori- professionisti con Giuseppe e Vittorio Guzzinati, mio fratello, Antonio Luongo, Pasquale Esposito etc, il sabato prima del Lotteria oltre a numerosissime Tris

Ma perché, pur avendone i requisiti, non è mai passato professionista?

Come le ho accennato, dopo circa tre anni superai le 60 vittorie canoniche, che erano richieste all’epoca, ed iniziai a correre (con cavalli di mia proprietà) nei professionisti. Gli ultimi due anni di corse invece feci il passaggio nei professionisti a mia insaputa, perché il Prof. Raffaele Capasso, che aveva diversi cavalli, andò a Roma e mi fece il passaggio di categoria. Ci rimasi male, ma per l’amicizia che ci legava, ho accettato

Ad un certo punto se ne va in Nord Europa: come mai?

Sono andato in Nord Europa diverse volte: Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca sempre per comprare cavalli. Quello che mi è rimasto nel cuore è Chanson da WalleyVictory, comprato in Norvegia. Cavallo di un’eleganza fuori dal comune, partitore come pochi, che purtroppo morì prematuramente per un attacco cardiaco. Con lui ho corso con la grandissima Mony Maker, naturalmente giungendogli a debita distanza. Sono stato spesso anche negli Stati Uniti dove ho avuto, forse, la più grande occasione nell’ambito ippico. Avevo acquistato un cavallo di due anni, figlio di Super Bowl: cinque corse in carriera e cinque secondi posti. Un cavallo da fisico statuario, che mi faceva sognare. L’allenatore guidatore si chiamava Slash Hammer. Avevamo pattuito per la vendita l’importo di 100 000 dollari. Diedi una cauzione di 20 000 dollari e venni in Italia con l’impegno di inviare gli altri soldi per l’acquisto. Per un’incomprensione non comprai più il cavallo, che a marzo dei tre anni fece il Record del Mondo. Corse poi l’Hambletonian vinto da Malabar Man finendo terzo con il n.10. Fu poi consorziato dagli svedesi per svariati milioni di dollari. Il cavallo si chiamava Bowling for Dollars. Un’altra soddisfazione, sempre in America, sull’acquisto della cavalla che si chiamava Wall Alone, comprata prima della gara per 30 000 dollari. Vinse la gara, a cui partecipava, con il premio di 30 000 dollari. Praticamente la comprai gratis

Ad un certo punto la sua brillantissima carriera subisce un primo stop. Viene sospeso, e quindi appiedato, per un determinato periodo in seguito a dei riscontri che la vedono implicata in una corsa Tris, in quel di Roma, per, diciamo, comportamento anomalo in corsa. La sua versione dei fatti nello specifico, a distanza di anni, qual è?

Questo è un punto dolorosissimo, che avrei volentieri evitato di toccare, in quanto è l’episodio che ha distrutto la mia carriera ippica e la mia vita, perché l’ippica era la mia vita. Fui appiedato in questa Tris per un anno con la cavalla Bodagius Woman (comprata in Norvegia), la quale partiva 40 metri indietro, non avendo nessuna chance. Gli allibratori davano 60 contro 1. Fui appiedato per non aver corso a fondo con una cavalla, appunto che avrebbe pagato 600 al tot. In seguito venni a scoprire che si era deciso a tavolino questo mio appiedamento per trovare un capro espiatorio per le continue combine che venivano effettuate nelle corse Tris. Tengo a precisare che ho avuto sempre il piacere di giocare sulle corse dei cavalli, ma ho sempre giocato i cavalli che correvo io e mai i cavalli degli altri. Per farne un esempio, se Buffon in una partita Juve -Napoli gioca la Juve non commette nessun reato, perché gioca la sua squadra. Se invece giocasse il Napoli farebbe una frode perché potrebbe avvantaggiare la squadra avversaria. Io, come le ho detto, ho sempre giocato il mio cavallo e quindi non ho mai commesso nessun reato

Signor Maisto, siamo nell’Ottobre del 2002 e lei, in seguito all’operazione denominata: Furia 2 – Golden Horse, effettuata dai NOS di Firenze, da un nucleo speciale delle Fiamme Gialle e dalla Polizia di Firenze si ritrova sbattuto in prima pagina, sui giornali di settore e non solo, in quanto viene arrestato poiché accusato come uno dei truccatori di corse al Trotto. La sua carriera sportiva e la vita privata vengono stravolte. Quanto tempo ha passato in carcere?

Ho passato in carcere da innocente i giorni più brutti della mia vita. Sono stato un mese a Poggioreale, un mese a Prato e due mesi ai domiciliari. Ho perso in quel momento la fiducia nelle Istituzioni. Ho perso la serenità della mia vita famigliare

Come ha trascorso quei giorni e come li ha vissuti e superati?

Ho trascorso quei giorni come un delirio, come se fossi proiettato in un’altra realtà, non riuscivo a trovare una ragione di quanto mi stesse capitando. Ho perso tutto: i miei sogni ippici, la mia famiglia, il mio onore. Superati è una parola grossa, perché è una piaga che rimane nel cuore e non va più via. Si raggiunge con il tempo un equilibrio e si affronta la vita in modo diverso, ci si crea una corazza per difendersi, altrimenti si soccombe

Diversi anni sono passati ed in questo frangente la cattiva fama l’ha preceduta. Poi, finalmente, dopo le numerose battaglie legali, viene scagionato da ogni accusa e nulla risulta a suo carico. Mi perdoni ma, per la mia cautela e per il suo interesse, devo chiederglielo: può provarlo?

Certo che posso provarlo, e lei è il primo giornalista che me ne dà l’opportunità, anche se dopo 18 anni. Sono stato assolto per non aver commesso il fatto, ma come le dicevo, ormai avevo perso tutto, sia in termini di fiducia che in termini economici

Perché ha aspettato tanto tempo per sbandierare la sua innocenza ed estraneità, per questi accadimenti che l’hanno visibilmente sconvolto?

Avevo preferito ritirarmi, come si suol dire, a vita privata, lontano dalle corse e dai cavalli, che mi avevano dato tanti successi e gioie, ma anche che mi avevano dato, ahimè, la più grande amarezza della mia vita. Con il tempo questo sentimento di astio addirittura verso i miei amici cavalli si è affievolito ed eccomi qui a parlarne con lei

Ha intenzione di richiedere un risarcimento per tutti i danni economici che ne sono scaturiti e per la sua immagine che è stata devastata, e mai si è detto e ribadito della sua innocenza?

Il risarcimento già l’ho avuto dallo Stato per ingiusta detenzione e l’ho devoluto in beneficenza, ma non è questo il punto. Come si può risarcire una persona a cui è stato tolto il lavoro, persa la famiglia, degli amici (quelli veri non si perdono mai) la dignità e la morale per la quale (grazie all’educazione dei miei genitori) ho sempre lottato ed investito gran parte della mia vita. Voglio citare e ringraziare ancora una volta il mio amico Gaetano Papalia all’epoca dei fatti proprietario insieme a Concetto Mazzarella degli ippodromi di Agnano e Firenze. Papalia, appunto, l’indomani del mio arresto scrisse una lettera al Mattino, dicendo testualmente: “Se Vincenzo Maisto è un delinquente, lo sono anche io, perché ripongo in lui la massima fiducia”. Questa è una cosa che mi è rimasta nel cuore e la conservo gelosamente

Mi dica la verità: anche se l’ippica non sta attraversando un periodo entusiasmante, non le viene la nostalgia di risedersi al sulky. Non credono che manchino le proposte…

Manco a farlo apposta, me lo ha chiesto in questi giorni Alberto Foà (noto giornalista) e mi ha chiamato per partecipare ad una corsa di solidarietà che si terrà a Montegiorgio nelle Marche. Non ho ancora deciso, ma la tentazione è forte

Una domanda personale: perché si è rivolto a me per queste sue dichiarazioni e mi ha confidato i tanti pezzi di mosaico che hanno segnato la sua vita sportiva e non solo?

Mi sono rivolto a lei, perché lei, appunto, ha sempre creduto nella mia innocenza ed essendo appassionato dell’Ippica, ha seguito la carriera mia e di mio fratello.Quindi, chi meglio di lei poteva raccogliere questo mio sfogo?

Di che si occupa attualmente?

Mi occupo di immobiliare e faccio consulenza aziendale. La cosa mi riesce abbastanza bene, potendo contare su conoscenze in Italia e nel mondo

Vuole aggiungere altro a ciò che finora è stato detto?

Voglio approfittare di questa chiacchierata per ringraziare i miei genitori, che mi hanno insegnato il rispetto e l’educazione per il prossimo, e a rispettare sempre e comunque le leggi. Mio padre è stato un grande appassionato di cavalli ed ha trasmesso a tutta la famiglia, compresa mia madre, che ha sempre seguito l’amministrazione, essendo una persona di grande cultura e profonda umanità

Signor Maisto siamo in dirittura d’arrivo…

Ho avuto due figli meravigliosi: Enrico, come mio padre e Carolina, come mamma, di cui sono stato sempre orgoglioso. Enrico ormai è un affermato urologo. Carolina insegna lingue. Da poco ho avuto la notizia che la mia figlia Carolina è in dolce attesa e presto diventerò nonno di un bel maschietto di nome Flavio

… a pochi metri dal traguardo

Attualmente sono sposato in seconde nozze con Julia Burduli, cantante lirica crossover russa, con la quale ho trovato la serenità che avevo perduto, e grazie a lei ho conosciuto in Russia il direttore generale di Spa “Ippodromi Russi”, il tenente generale NikolayVasilievichIsakov, il quale ha avuto dal Presidente Putin il mandato di riportare l’ippica russa ai fasti che gli sono sempre appartenuti, essendo Mosca il primo Ippodromo in ordine di tempo al mondo (fondato nel 1834). Il generale ci ha ospitato nel suo meraviglioso ippodromo di Mosca e ci ha accompagnati al Cremlino facendoci visitare gli uffici privati di Putin, è stata una grande emozione, e mi ha offerto il posto di dirigente ippico, ma ho cordialmente rifiutato, in quanto ho altri progetti. Principalmente è quello di seguire la carriera artistica di mia moglie, nella cui voce credo tantissimo e che, con un po’ di fortuna e l’incontro con un produttore giusto, potrà regalarmi tante altre soddisfazioni.

Vincenzo Maisto, oggi, con la pacatezza e tranquillità d’animo che lo ha sempre contraddistinto, è un uomo che ha trovato, a distanza di anni, la sua giusta dimensione; che vanta ancora crediti dal mondo delle redini lunghe, in una società che condanna in fretta, dimentica presto e fa sempre più fatica quando si tratta di chiedere scusa.

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Vincenzo Maisto: il Gentleman!

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