Gli universitari, i dimenticati per eccellenza

 

 

È da oltre un anno che, a causa del Covid-19, i DPCM cambiano, aprendo e chiudendo scuole, negozi, ristoranti ma dimenticano sempre, come una costante, una categoria: gli universitari.

Gli universitari sono in questo momento i dimenticati per eccellenza, coloro i quali non meritano neanche l’attenzione di governatori, parlamentari e non hanno posto nei DPCM, perché se all’interno di un decreto cercate la parola “Università” non la troverete.

È ormai un anno che gli studenti universitari italiani sono letteralmente dimenticati e, soprattutto, allo sbaraglio tra lezioni online e professori che vorrebbero fare di testa propria, sostenendo che è assolutamente possibile svolgere esami in presenza. Secondo alcune segnalazioni pervenute sui social, un noto docente di un’università napoletana avrebbe addirittura insinuato di “smetterla con la scusa del Covid-19”, mettendo addirittura in dubbio l’esistenza dello stesso virus. Ancor peggior è la situazione di studenti positivi che, probabilmente, una volta tornato tutto ad una precaria normalità si sentiranno costretti a saltare l’appello, le lezioni obbligatorie perché “il Covid-19 è solo una scusa”.

È una situazione piuttosto triste perché per i “dimenticati per eccellenza” neanche l’università ha lo stesso sapore: neanche i 30 sono più gli stessi perché, se all’inizio la “dad” era un’esperienza nuova, comoda, adesso subentrano la stanchezza, la tristezza di essere l’ultima ruota del carro e di essere dimenticati e a tutto ciò si aggiunge la prepotenza e la superficialità di quei pochi docenti che credono, addirittura, che il Covid-19 sia una scusa.

In ultimo ma non per importanza, mi chiedo: cosa bisogna fare per far sì che gli universitari possano avere la considerazione di chi siede sulle poltrone parlamentari?

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