Il centro diurno Sergio Piro del Dipartimento di salute mentale della Asl Napoli 2 Nord di Sant’Antimo, ha deciso di promuovere delle iniziative sociali con i suoi pazienti rimanendo vicini a chi ne aveva bisogno.

Mentre la pandemia dilagava e il centro era chiuso, le persone che lo frequentavano hanno continuato a rimanere in contatto con gli psichiatri e gli altri operatori attraverso colloqui telefonici quotidiani, videochiamate individuali e di gruppo, attivazione di nuove linee telefoniche dedicate alla gestione dei momenti di crisi.

Tali misure sono state, però, affrancate dall’idea di produrre mascherine, recuperando la tradizionale lavorazione della canapa che, alla metà del secolo scorso, ha visto nella vicina Frattamaggiore uno dei più importanti distretti produttivi d’Italia. Al progetto, oltre all’associazione di volontariato Sos Psiche, collabora il consorzio Fracta Sativa Unicanapa, che ha realizzato un’analisi di mercato e una strategia di marketing per i mesi a venire.

Alla costruzione hanno lavorato dieci utenti del centro, persone comprese tra i 25 e i 35 anni, uomini e donne, con grandi difficoltà di reinserimento sociale e lavorativo.

 

 

 

Teresa Barbato

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