Guerra Russia-Ucraina: continua il massacro

Quarto giorno di scontri tra Russia e Ucraina: i russi da giorni avanzano verso la capitale, Kiev, mettendo a ferro e fuoco le città ucraine.
Nei giorni scorsi sono circolate notizie di ogni genere, video e foto raccapriccianti, raffiguranti gente sfigurata dai bombardamenti, palazzi distrutti, gasdotti bombardati e migliaia di persone in attesa di treni per scappare da una vita che non le rappresenta più.
Uno dei video che ha stretto il cuore di migliaia di utenti da ogni parte del mondo raffigura un carro armato russo che, accelerando, schiaccia un’auto con un anziano a bordo: il conducente, nonostante l’auto completamente distrutta, ne è uscito incolume ma la cattiveria di quel gesto è impagabile.

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Nel corso degli scontri, durante i quali non ci si è posto nessuno scrupolo nei confronti dei civili rimasti senza casa, di quelli che stanno vedendo morire figli, fratelli, parenti, si sono già contati quasi 200 morti, tra cui due bambini, e oltre mille feriti. Sotto attacco anche gli ospedali, le centrali elettriche e gli aeroporti, mentre la centrale nucleare di Chernobyl è stata definitivamente conquistata.

Nella serata di ieri sono tornati a suonare gli allarmi antiaerei e le metropolitane hanno interrotto il servizio di trasporto per far sì che i civili abbiano un luogo sicuro dove rifugiarsi: intanto il Ministro della Salute ha dichiarato che dall’inizio degli scontri sono stati uccisi 198 civili, tra cui due bambini.

Nel corso della serata di ieri nella città di Kiev ci sono stati molti scontri a fuoco tra i militari russi e gli ucraini; molti rifugiati sono giunti in Polonia mentre per la Romania si contano oltre 15 km di coda.

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I principali scontri nella capitali si stanno concentrando ad Obolon, dove ci sono stati bombardamenti ed esplosioni, in Victory Avenue dove 5 veicoli russi hanno messo a ferro e fuoco la zona della stazione Beresteiska e a Troieschchyna, è stata distrutta una centrale elettrica.

Molti Paesi, già da alcuni giorni, hanno chiuso il proprio spazio aereo alla Russia, tra questi il Regno Unito, la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Polonia, l’Estonia, la Lettonia e l’Ucraina stessa. La Turchia ha chiuso il Mar Nero alle navi russe. Il Presidente Turco, Recep Tayyip Erdogan, nella giornata di ieri ha dichiarato di star lavorando per una mediazione tra Kiev e Mosca, per far sì che si cessi il fuoco, affinché si possa porre fine alle sofferenze dell’Ucraina ma, attualmente, il Presidente russo Putin, sembrerebbe non voler retrocedere.

Di ora in ora, però, le azioni della Russia diventano più gravi: sembrerebbe che sia stato lanciato addirittura un allarme da parte del Parlemento dell’Ucraina, secondo il quale nella regione del Sumy gli aerei russi starebbero iniziando a lanciare giocattoli e altri oggetti di valore pieni di esplosivi.

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Zelensky:”Kyiv e le città chiave intorno alla capitale sono controllate dal nostro esercito”

Intanto, dal suo nascondiglio, che presumibilmente si trova a Kiev, il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelens’kyj, di tanto in tanto lancia dei messaggi di rassicurazione e degli appelli ai cittadini, cercando di allontanarli dalle fake news che arrivano dai russi:”Abbiamo resistito e respinto con successo gli attacchi nemici. I combattimenti continuano in molte città e distretti del nostro Stato, ma sappiamo cosa stiamo proteggendo: il Paese, la terra, il futuro dei bambini. Kyiv e le città chiave intorno alla capitale sono controllate dal nostro esercito. Gli occupanti volevano bloccare il centro del nostro stato e mettere i loro burattini qui, come a Donetsk: abbiamo infranto il loro piano”.

Continuano, però, i tentativi del Governo Russo di cambiare la narrazione su quanto sta accadendo in Ucraina: i media non devono parlare di invasioni o attacchi; non bisogna diffondere i report che contengono false informazioni sui bombardamenti delle città ucraine e sulle morti dei civili e, soprattutto, le notizie sulla guerra devono essere approvate dal Governo russo prima che vengano fatte circolare. Sono proprio queste le ragioni che hanno spinto gli amministratori di alcune importanti reti social a spegnere i server in Russia e in Ucraina, per evitare la fomentazione di informazioni non veritiere o “boicottate”.

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Tra le fake news sembrerebbe essere apparsa anche una presunta negoziazione: il Cremlino avrebbe accusato l’Ucraina di aver rifiutato il negoziato, annullando la possibilità di parlare di tregua. Sempre secondo il Cremlino, due giorni fa il Presidente russo Putin avrebbe dato ordine di sospendere le operazioni militari in Ucraina in attesa dei negoziati ma avrebbe, poi, riordinato l’assalto.

Dmytro Kuleba, Ministro degli Esteri ucraino, ha fortemente attaccato e smentito le affermazioni della Russia su una presunta bomba che l’Ucraina si starebbe preparando a lanciare sul territorio russo. L’Ucraina, infatti, sembrerebbe non volersi piegare a nessun ultimatum o condizione inaccettabile da parte di Putin.

Intanto gli ucraini, coadiuvati dall’Agenzia Statale per la Gestione delle Strade, stanno iniziando a smontare i cartelli stradali per disorientare le truppe nemiche.

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Draghi:”Il Presidente dell’Ucraina non ha risposto alla mia telefonata”. Zelensky:”Non posso spostare la guerra per lui”

Un chiarimento è giunto dall’Italia in merito alla questione della “telefonata” di Draghi al Presidente dell’Ucraina, che in pieno combattimento non avrebbe risposto ad una sua telefonata.
La nota di Palazzo Chigi:”Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha telefonato il Presidente dell’Ucraina, Volodimir Zelensky, per esprimere a lui e al popolo ucraino la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco della Federazione Russa. Il Presidente dell’Ucraina ha confermato il chiarimento totale del malinteso di comunicazioni avvenuto e ha ringraziato il Presidente Draghi per il suo sostegno e per la forte vicinanza e amicizia tra i due popoli.

Il Presidente Draghi ha ribadito al Presidente Zelensky che l’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni della Russia, incluse quelle nell’ambito SWIFT. Il Presidente ha detto che l’Italia fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi. I due Presidenti hanno concordato di restare in stretto contatto nell’immediato futuro”.

 

L’appello del sindaco di Kiev

Vitali Klitschko, sindaco di Kiev, ha lanciato un appello chiedendo ai cittadini della capitale di restare in casa ma, nonostante ciò, ha dichiarato di “non aver paura per sè, di essere un combattente”.
“L’esercito russo è uno dei più potenti al mondo e sarà una lotta difficile ma gli ucraini combatteranno per il nostro futuro, combatteremo per i nostri figli – le parole di Klitschko, in prima linea nella difesa di una città sotto assedio -. Il nostro obiettivo è costruire un Paese moderno e democratico ed essere parte della famiglia europea”.

Ha anche annunciato che il coprifuoco sarà esteso dalle 17 alle 8 e che “i civili trovati per strada saranno considerati membri dei gruppi di sabotaggio e ricognizione del nemico.

Nella perifieria della città sono in corso pesanti scontri tra le forze ucraine e quelle russe. Una centrale elettrica è stata completamente distrutta, per cui in alcune zone della capitale si stanno presentando problemi elettrici.

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Come stanno reagendo gli altri Paesi agli attacchi russi?

Diverse le reazioni degli altri Paesi nei confronti della Russia, che stanno dimostrando piena solidarietà agli ucraini: l’Ungheria ha dato il proprio appoggio a tagliare fuori la Russia dallo Swift: era l’ultimo Paese europeo rimasto sfavorevole; la Moldavia ha chiuso il proprio spazio aereo ai vettori russi; l’Italia ha intenzione di raddoppiare l’impegno dell’aeronautica militare in Romania in difesa dello spazio aereo NATO; il Presidente bielorusso, Lukashenko, vorrebbe far aprire un tavolo di trattativa tra Ucraina e Russia, poiché dopo una guerra ci sarà un massacro, “perciò, se hanno cervello, quei pazzi, prendano una decisione e si sedessero al tavolo”.

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La Germania ha annunciato l’invio di 3800 tonnellate di carburante, mille armi anticarro e 500 missili stinger terra-aria; dal Belgio arriveranno 2mila mitragliatrici.

Biden ha annunciato che l’alternativa alle sanzioni sarebbe la terza guerra mondiale. Durante un’intervista ha dichiarato:”Hai due opzioni: puoi andare in guerra fisicamente oppure fare in modo che chi ha violato la legge internazionale ne paghi il prezzo”.

Dal canto suo la Russia avrebbe dichiarato di non aver affatto bisogno di una rete diplomatica in occidente poiché sarebbe giunto il momento di chiudere tutto le Ambasciate e avrebbe, addirittura, ordinato al suo esercito di allargare l’offensiva da tutte le direzioni, inviando migliaia di truppe per l’invasione, compresi i riservisti: al contempo il Ministro degli Esteri russo avrebbe detto al suo omologo turco che “la Russia è disposta a cooperare con tutte le forze costruttive per risolvere la crisi ucraina nell’interesse della pace e della stabilità”.

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L’attacco hacker da parte di Anonymus

Il noto hacker Anonymus ha avviato una cyber-guerra nei confronti della Russia, bloccando i siti governativi, quello del Cremlino, del Ministero della Difesa, i canali di informazione e, addirittura, i siti porno, sui quali i russi potranno vedere solo bandiere dell’Ucraina e messaggi di pace.

Come ha reagito il mondo dello sport all’invasione russa

Molti Paesi si sono da subito schierati contro la guerra, per cui la Russia è stata gravemente sanzionata anche in ambito sportivo: molte competizioni sono state spostate o, addirittura, cancellate.
La finale di Champions è stata spostata da San Pietroburgo a Parigi; la Formula1 ha cancellato il GranPremiio russo Sochi; Finlandia e Svezia hanno annunciato il boicottaggio dei campionati mondali di hockey sul ghiaccio; tutte le federazioni internazionali dei diversi sport stanno vcalutando di annullare gli eventi in Russia, su raccomandazione del Comitato Olimpico Nazionale; la Nazionale di Calcio polacca si è rifiutata di giocare i playoff dei mondiali 2022 contro la Russia.

Tantissime iniziative di solidarietà organizzate da parte di molte città italiane: Bergamo, Roma, Napoli, Caserta. Inoltre, sono state attivate molte raccolte fondi per aiutare i cittadini ucraini.

 

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