Ed è ancora una volta il Kenia a rimescolare le carte in tavola, e lo fa nella tappa più attesa da tutti, in quanto una delle ultime tappe per battere i limiti ed avere un pass diretto a Tokyo 2021: ma mentre tutti eravamo concentrati sulle prestazioni e sui nomi di chi si è conquistato le Olimpiadi del prossimo Luglio, Angela Tanui “ruba” il posto a Vivian Kiplagat e fa suo il record mondiale di Maratona più veloce mai corsa da una donna in Italia.

Aeroporto di Siena Ampugnano: questo lo scenario che ha accolto la prima edizione della Tuscany Camp Marathon, disputata su un circuito di circa cinque chilometri nello scalo del comune di Sovicille (Siena). E da ieri è anche lo scenario che ha visto la keniana Angela Tanui demolire il precedente record di maratona italiana donne più veloce (di 2h22’25”) con uno strepitoso 2h20’08”, che le regala non solo la vittoria ma anche un grandioso personale sulla distanza, precedentemente fissato a 2h25’18”.

Anche in campo maschile è la bandiera del Kenya ad occupare il primo gradino del podio, grazie alla prestazione di Erick Kiptanui che, pur non piazzando il tempo più veloce sul suolo nazionale, porta a casa un “umile” 2h05’47” che lo posiziona comunque come secondo tempo più veloce della storia italiana.

E parlando di Italia e prestazioni italiane, grande attenzione ed aspettative riposte su alcuni dei top atleti impegnati nella competizione: sfortunatamente nessuno dei nostri talenti è riuscito a portare a casa il minimo olimpico, a causa anche di condizioni atmosferiche che non hanno reso semplice l’impresa. Un po di rammarico, in particolare, per Stefano la Rosa che per soli 12” ha dovuto rinunciare al sogno: labbra che purtroppo si curvano verso il basso per questo ragazzo, nonostante un tempo crono che comunque resta di tutto rispetto: 2h11’42” la sua prestazione ufficiale. Da segnalare anche l’ottimo esordio di Said El Otmani, alla sua prima volta sulla regina delle distanze che lo ha visto, come spesso accade, troppo azzardato nei passaggi iniziali, per poi subire il classico calo dal 35esimo km in poi; nonostante ciò, chiude la sua gara in 2h13’21”: un tempo che la dice lunga sulle possibilità di questo giovane ragazzo, con passaggi sicuramente meno istintivi.

Nella gara in rosa, riflettori completamente puntati su Valeria Straneo, la neo 45enne che da tempo era in cerca di quel minimo che avrebbe rappresentato, probabilmente, il coronamento di una ricchissima carriera sportiva; ma, ancora una volta, torna a sfiorarlo di poco; 2h30’33” e la saggezza delle sue parole a confermare il talento di un’atleta che è sempre stata olimpica nell’animo:  non ho rimpianti, più di così non potevo fare anche se ovviamente c’è un po’ di dispiacere. 

 Si chiude così questa tappa Sienese, capace, anche in un periodo storico difficile come quello che stiamo vivendo, di regalare tante emozioni e di fuggire – anche se per pochi istanti – da una realtà in cui è l’incertezza l’unica vera trionfante.

 

Martina Amodio

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