La Terra dei Fuochi è al Nord  ma a quanto pare la situazione in Campania diventa sempre più drammatica

Dietro la questione “Terra dei Fuochi” si nasconde un vero e proprio sistema criminale, alimentato dall’incapacità e dalla corruzione delle istituzioni.

Sono 90 i comuni campani maggiormente interessati e quest’estate il fenomeno dei roghi tossici è aumentato del 30% a causa del continuo arrivo di rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia, da attività irregolari e, soprattutto, dall’attività degli inceneritori che bruciano di tutto davanti alla cecità delle istituzioni e dei politici locali.

La popolazione è esasperata e, girando per i 90 comuni di quella che ormai tutti chiamano Terra dei Fuochi, si capisce che ci sono fiumi di rifiuti provenienti da attività irregolari che vengono puntualmente bruciati per non lasciare tracce. Una guerra che non trova fine e che si ripercuote sulla salute degli abitanti.

Sono 255 i militari dislocati nei 90 comuni di Napoli e Caserta, ma in realtà le pattuglie ammontano a sei; due terzi delle forze armate sono invece in presidio presso i siti sensibili.

Per agevolare il lavoro dei militari, la Regione Campania ha voluto creare un sistema di censimento dei siti di abbandono dei rifiuti (SMA) e, attraverso un’app, è possibile segnalare uno sversamento illecito: solo nell’area nord di Napoli sono stati censiti 3500 siti di rifiuti abbandonati e bruciati.

Inoltre, sono stati stanziati 10 milioni di euro per la rimozione dei rifiuti ma la Regione li ha spostati su altri voci; 8.1 milioni di euro sono stati utilizzati per il monitoraggio SMA e 6 milioni per l’acquisto dei droni che sono, però, ancora in collaudo.

“La Terra dei Fuochi è al Nord” è quanto fu dichiarato dal governatore Vincenzo De Luca durante un’intervista a radio CRC ma a quanto pare la situazione in Campania diventa sempre più drammatica.

Laura Barbato

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