Negli ultimi giorni, oltre al blocco delle attività del termovalorizzatore di Acerra, sono stati diversi gli incendi che in questi giorni hanno sprigionato nuvoloni neri ed esalazioni nocive: uno a Battipaglia, in un’industria di pneumatici; un altro ad Avellino, dove a prendere fuoco è stata una fabbrica di imballaggi di plastica per batterie e per il cui spegnimento sono state impiegate circa 6 ore di lavoro.
Non ne si conoscono le dinamiche ma sembrano non avere nulla in comune.

Quasi ogni notte, poi, sono diverse le zone in cui vengono appiccati roghi: a Melito, in via Madrid, alcuni cumuli di spazzatura continuano, ogni giorno, ad essere incendiati, causando grossi nuvoloni che invadono l’intero territorio; stessa situazione anche a Giugliano.

Ieri mattina, invece, sono state segnalate 3 nubi tossiche provenienti da Scampia e Afragola e c’è stato un incendio ad Aversa, che ha fatto esplodere il motore di due vetture.

Ormai, quindi, i roghi tossici, a causa delle ingenti quantità di rifiuti, sembrano essere all’ordine del giorno ma c’è bisogno, a questo punto, di preoccuparsi non solo degli sversamenti illeciti con annessi incendi ma anche per la mancanza di sicurezza all’interno delle zone industriali e delle bombe ecologiche causate dalla mancanza di piani efficaci per scongiurare ogni tipo di disastro ambientale.

Laura Barbato

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