Il governatore rivendica investimenti su Acerra e Agrimonda e annuncia un piano sanitario con Asl e commissario. Firmato in Prefettura un protocollo per educazione ambientale e legalità nelle scuole di Napoli e Caserta

Il presidente della Regione Campania Roberto Fico ha fatto il punto sulle politiche ambientali e sanitarie in corso sul territorio, sottolineando come la Regione stia mettendo in campo un’azione coordinata che unisce bonifiche, monitoraggio epidemiologico e prevenzione. A margine della presentazione del “Piano straordinario per il rafforzamento del Capitale Umano e dell’Occupabilità”, Fico ha annunciato che, insieme alla Asl e al commissario di governo, sarà avviato un piano di screening sanitario di ampia portata, destinato a rafforzare la capacità di diagnosi precoce nelle aree più esposte.

Il governatore ha ricordato che negli ultimi mesi la Regione ha investito milioni di euro nelle bonifiche di tre siti ad Acerra e ha completato l’intervento sull’Agrimonda di Mariglianella, un’area contaminata rimasta irrisolta per oltre trent’anni. Parallelamente, prosegue il lavoro con il commissario unico per accelerare la chiusura dei procedimenti ancora aperti. “Le ecoballe continuano a partire e siamo sul pezzo”, ha ribadito Fico, rivendicando un cambio di passo nella gestione dei siti inquinati.

Sul fronte sanitario, il presidente ha evidenziato come i dati oncologici emersi negli ultimi mesi siano il risultato di un lavoro di riorganizzazione del Registro Tumori, che ora è stato suddiviso per quartieri e distretti. “Oggi tutti sappiamo tutto e possiamo intervenire meglio”, ha spiegato, sottolineando che la maggiore capacità di lettura dei dati consente interventi più mirati e una comprensione più accurata delle criticità territoriali.

In parallelo, questa mattina è stato firmato in Prefettura a Napoli un protocollo d’intesa per l’educazione ambientale e la sensibilizzazione sulla legalità nella Terra dei Fuochi. Il documento porta le firme del prefetto di Napoli Michele di Bari, del prefetto di Caserta Lucia Volpe, del commissario unico alle bonifiche Giuseppe Vadalà, dell’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, della direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Monica Marano e dell’incaricato del Ministero dell’Interno Ciro Silvestro.

L’obiettivo è costruire, già dal prossimo anno scolastico, un calendario strutturato di attività nelle scuole delle province di Napoli e Caserta, coinvolgendo gli studenti in percorsi formativi che li trasformino in “sentinelle della tutela ambientale”. Il prefetto di Bari ha sottolineato che l’iniziativa mira a mettere a sistema competenze e responsabilità istituzionali, ricordando che “la priorità assoluta resta la salute e la tutela dei cittadini”.

Il commissario Vadalà ha richiamato le tre leve su cui si fonda l’azione del Governo: contrasto e prevenzione, migliore gestione del rifiuto e divulgazione. Le scuole, ha spiegato, rappresentano un punto virtuoso da cui partire per consolidare una cultura della legalità ambientale. L’assessora Pecoraro ha aggiunto che portare formazione e consapevolezza tra i giovani costituisce anche una risposta concreta alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la gestione della Terra dei Fuochi.

La direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Monica Marano, ha espresso soddisfazione per un protocollo che consentirà alle scuole di accedere a percorsi educativi curati dalle autorità competenti. In chiusura, è stato ribadito che l’iniziativa rappresenta un segnale di coralità istituzionale, a conferma che nessuna azione nella Terra dei Fuochi viene portata avanti senza un coinvolgimento congiunto e coordinato delle istituzioni.

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