Con la giovane Tatiana si chiude, per il momento, la Trilogia Pierfederici!

Difatti, dopo aver colloquiato con la madre Lucia Mazzaria e poi con il papà Alessandro, adesso è il suo turno.

L’occasione nasce per il suo esordio letterario: Il Richiamo Della Valle Dei Re, che reca come sottotitolo: Lo Schiavo Ebreo.

Sinceramente, osservando alcune sue foto, ero convinto che mi sarei occupato di Tatiana per le sue imprese equestri e non già per un suo libro.

Anche se, in effetti, come vedremo e leggerete, nel suo romanzo non mancano di certo i cavalli i quali, come ci dice, rappresentano la sua passione.

Romanzo che, con scrittura fluida e dinamica, appassiona e reca venature rosa e tinte gialle, con le problematiche che un regno comporta unitamente alle vicende familiari.

Gli intrighi di palazzo vengono mescolati dalla passione nascosta, ma non celata.

Ne parliamo con lei… ma senza svelare alcunché. Ci mancherebbe!

Quando tempo ha impiegato per la stesura del libro?

Per la stesura della traccia ho impiegato un mese e poi, finiti tutti e quattro i libri della Saga, ho cominciato ad aggiungere scene e a delineare meglio tutti i personaggi, nonché a revisionare. Il tempo totale per tutta la Saga è stato circa di nove mesi.

Avrebbe potuto ambientarlo anche in altri momenti storici: come mai ha scelto l’antico Egitto dei Faraoni?

Tutta la storia parte da un sogno che feci nell’ottobre del 2017. Quindi sono rimasta fedele al mio sogno.

Glielo chiedo poiché credo abbia dovuto affrontare non facili ricerche…

Esattamente! E la cosa più complicata è stato cercare il periodo preciso in cui collocare la storia. In fin dei conti l’Antico Egitto conta innumerevoli dinastie che coprono più di 4000 anni di storia.

A proposito di ricerche; lei ci tiene a ringraziare Francesca Borgarelli, per la copertina, e Rivka Rachel Dayan, di Tel Aviv, per la traduzione di alcune frasi in ebraico presenti nel libro: come mai ha ritenuto necessario utilizzare questa lingua?

Nel libro ci sono delle frasi che si ricollegano alla tradizione familiare del protagonista e anche, nei libri seguenti, alcune molto intime. Ecco perché ho voluto utilizzare questa lingua, mi sembrava che così fosse tutto più completo.

Lei ha letto: The Horse Whisperer (L’Uomo Che Sussurrava Ai Cavalli), di Nicholas Evans?

Non ho letto il libro ma ho visto il film. Posso solo dire che le prime scene mi hanno traumatizzata, poi il resto non lo ricordo. Ho visto il film una volta sola, e pure in spagnolo. Non ho avuto più il coraggio di riguardarlo.

Questa domanda mi viene spontanea in quanto Natan, lo schiavo del suo romanzo, ha dei tratti in comune col personaggio portato sullo schermo da Robert Redford…

Non è assolutamente ispirato a lui, e, come ho risposto alla domanda precedente, il ricordo di quel film è vago. Ma se il personaggio interpretato da Redford e Natan si assomigliano vuol dire che un uomo di cavalli così deve essere.

E anche perché il substrato del suo libro parla molto spesso di cavalli: qual è il suo rapporto con questi amici dell’uomo?

Sono anni che seguo un percorso di formazione che, spero, mi porti un giorno a domare cavalli. In realtà è ciò che vorrei fare nella mia vita come impegno principale.

Leggo sulla quarta di copertina che scrive anche poesie?

Sì, anche quelle e da tanti anni. Sono in verso libero e di vario genere. Appena ne avrò a sufficienza le pubblicherò.

Il suo è anche un incontro/scontro di religioni?

Non c’è nessuno scontro ma solo un incontro. Alla fine il messaggio principale dell’ambito religioso della storia è che ciò che importa davvero non è il Dio che si venera ma la fede che si ha.

Passiamo ad analizzare alcuni dei personaggi chiave del romanzo. Il principe Amenofis non ha grande stima di se stesso: ma saprà essere un buon Faraone?

Ma questo è spoiler… chi leggerà gli altri tre romanzi troverà la risposta.

Il secondogenito, Siatum, sembra essere, invece, più equilibrato…

È sicuramente il più equilibrato….ma non è perfetto nemmeno lui è lo si vedrà nei romanzi successivi.

Mentre la principessa Iset soffre, come una comune mortale, le pene per un amore che, considerate le enorme differenze sociali, sembra impossibile venga coronato da un lieto fine. Devo dire che ho fatto il tifo per lei, anzi per loro.

Ne sono felice, anche perché secondo me è giusto. Sono i protagonisti e mi piace che i lettori stiano dalla loro parte

Quindi possiamo ribadire, come afferma nella prefazione papà Alessandro, che ci troviamo “dietro le quinte” di una normale famiglia?

Sì, sono individui di ogni tempo, assolutamente normali nella loro imperfezione. Desideravo che i miei personaggi vivessero sentimenti universali.

La Valle Dei Re avrà un seguito? La curiosità mi nasce nel non aver letto, nel finale, il pensiero della Regina Mutemuia sulla storica decisione di Thutmose.

La Valle dei Re è composta da quattro romanzi, quindi ha un seguito. Dopo “ Lo schiavo Ebreo” , verranno pubblicati entro il 2021 anche “ Il nuovo Faraone” , “ Il destino di un regno” e “Il miracolo”.

Qualsiasi domanda ci si ponga leggendo i libri, alla fine dell’intera storia troverà una risposta.

Ha pensato che con una splendida scenografia il suo romanzo potrebbe diventare un film?

Ovviamente ci ho pensato, credo sia il desiderio di tutti gli scrittori di romanzi. Solo che nel panorama cinematografico odierno non riesco ad immaginarmi nessun attore o attrice che possa interpretare i miei personaggi. Quelli che piacciono a me o sono passati a miglior vita oppure sono un tantino avanti con l’età.

C’è qualcun altro/a che vuole ringraziare pubblicamente?

A costo di sembrare presuntuosa, no. Questo lavoro è nato dentro di me ed è cresciuto con me.

Un’ultima richiesta: potrebbe riportare una sua poesia per i nostri lettori?

Certamente e con piacere. Ho proprio una poesia che si ricollega all’Antico Egitto:

Io Sono Un Egiziano

Non guardare la mia storia:

io sono solo un uomo.

Sono solo un granello di sabbia

nel vasto deserto del mio popolo.

Sono solo una goccia d’acqua

nel fiume che dà vita alla mia terra.

Sono piccolo,

ma importante

perché sono parte del disegno divino.

Vivo dove misticismo e realtà

diventano una cosa sola.

Vivo dove non esiste il tempo,

ma solo l’eternità.

Vivo dove i miei predecessori

hanno scoperto la magia.

Sono solo un uomo,

ma sono fondamentale

perché la tradizione vive in me.

Calpesto la terra calpestata da monarchi

i cui nomi riecheggeranno nei secoli.

Sono un fratello della dinastia regnante

perché tutti siamo figli della nostra terra.

Il mio volto non è noto,

il mio nome non verrà ricordato,

ma io sono importante.

Sono solo un uomo,

ma sono fondamentale

perché sono un egiziano.

Ecco, tra prosa e poesia, la giovane Tatiana Pierfederici che nonostante gli imminenti impegni studenteschi ha trovato il tempo per parlarci del suo libro.

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