Erano le 16,30 del 23 gennaio 1996 quando la strada tra il Quadrivio di Secondigliano e via Limitone di Arzano sprofondó portando con se undici persone, tra cui una ragazzina di 11 anni.

Il cedimento fu un vero disastro a causa dello scoppio di una condotta del gas che innescò un terribile incendio. Il processo penale ha riconosciuto i responsabili nelle ditte che stavano portando avanti i lavori per una galleria di collegamento tra Miano e Arzano.

L’ Amministrazione del Comune di Napoli aveva promesso dei monumenti alle famiglie delle undici vittime e un risarcimento che però non è mai arrivato, anzi un familiare dei caduti ha dichiarato:

“Per 364 giorni all’anno questa cappella è una discarica e quest’anno, per la prima volta, il Comune non ha inviato nessun rappresentante.  Da 24 anni  celebriamo i nostri cari scomparsi in una cappelletta abbandonata, tra il Quadrivio di Secondigliano e via Limitone di Arzano.”

 

Teresa Barbato

 

 

 

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