La storia dell’arco borbonico crollato ieri pomeriggio

 

Tantissime volte capita di passeggiare lungo strade su cui sorgono monumenti storici antichissimi ma difficilmente ci si chiede quando, come e perché siano nati.

È il caso dell’arco borbonico, antico approdo per piccole imbarcazioni da pesca, e la “Colonna Spezzata”, eretta nella seconda metà dell’ottocento per ricordare i caduti del mare.

Fino alla fine dell’800, infatti, dove sorgono oggi i ristoranti, i napoletani avrebbero notato una gran folla di Luciani, pescatori e abitanti dell’antico borgo di Santa Lucia, favoriti dai Borbone.

Era proprio ai Luciani che i re napoletani si affidavano per le loro “scorribande” a bordo di imbarcazioni che solcavano il golfo partenopeo.

Il Re Nasone, Ferdinando I, addirittura si travestiva da pescatore e gareggiava con i marinai di Santa Lucia a bordo delle “varchetelle” da pesca proprio nei pressi dell’arco borbonico.

Alla fine del secolo, però, l’arco borbonico, approdo dei pescatori, fu trasformato in un canale di sfogo fognario, che gli costò il nome di Chiavicone che, fino a ieri pomeriggio, nonostante fosse sorretto da tubi innocenti, poteva essere osservato mentre si guardava il mare.

 

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