“Sto bene, mi sento tranquillo. Al momento non ho nessun disagio particolare”: sono queste le parole del ricercatore italiano 29enne di Luzzana affetto dal Coronavirus.

Si tratta del primo caso in Italia risultato positivo al test: un giorno solo trascorso a Wuhan è bastato perché fosse contagiato e, dopo una giornata di tensione, il giovane è stato prelevato dal centro sportivo dell’Esercito nella città militare della Cecchignola dal personale, con tuta isolante e accompagnato in isolamento nella IV divisione dell’ospedale Spallanzani, specializzato in malattie infettive e centro di riferimento nazionale per l’emergenza Coronavirus.

Il ricercatore è ora ricoverato, ancora in buone condizioni, presenta lieve febbricola e lieve iperemia congiuntivale. Il quadro clinico e quello radiologico polmonare sono negativi e ha iniziato già in giornata la terapia antivirale.

Il sindaco del Comune reggiano, Andrea Costa, ha affermato:“Confermo la notizia che il primo italiano contagiato dal coronavirus è un ragazzo di qui – scrive il primo cittadino – Ho sentito il padre che mi ha dato, fortunatamente, notizie confortanti: il ragazzo sta bene ed è asintomatico. Era in Cina per motivi di svago e da lì è stato direttamente rimpatriato con tutte le misure precauzionali del caso. Al momento si trova in isolamento allo Spallanzani di Roma. Un abbraccio grande a lui e a tutta la sua famiglia” ma da Roma arriva una smentita alle parole troppo rassicuranti in arrivo dal sindaco di Luzzana:“Il ministero della Salute conferma che l’uomo italiano risultato positivo al coronavirus, è ricoverato attualmente all’Istituto Spallanzani, presenta dei sintomi e non è, dunque, asintomatico. Il paziente presentava già da ieri, al momento del trasferimento allo Spallanzani dalla Cecchignola, un modesto rialzo termico ed iperemia congiuntivale”.

A non essere preoccupati per ora i “compagni” di rientro del ragazzo sentiti alla tv:“Prima di tutto siamo preoccupati per la salute del ragazzo. Siamo sempre stati rassicurati che con l’uso costante delle mascherine non ci sono pericoli. Mangiare, mangiamo ognuno nella propria stanza”.

Laura Barbato

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