Nuova casa SSC Napoli, l’opposizione replica al Sindaco: “progetto irrealizzabile. Amente mortifica la cittadina, i tifosi e ridicolizza le istituzioni”

MELITO – Delle aree individuate per il nuovo stadio della SSC Napoli e per il “Centro sportivo” sempre del Napoli, potrebbero essere sul territorio di Melito di Napoli, con il Sindaco Antonio Amente che ne ha parlato nelle ultime ore a Radio Marte (intervista riporta nella “Trasmissione Autogestita” su: RadioAttiva https://www.facebook.com/WebRadioAttiva/videos/1841466209205959/):

“Abbiamo mandato alla provincia le due osservazioni relative allo stadio per il Napoli e per il centro sportivo. Ho dato anche a De Laurentiis i due grafici: una è ubicata verso Mugnano dove sta la stazione metropolitana e lo stadio in zona Melito-Casandrino-Arzano. C’è la delibera ufficiale in tal senso. Siamo a buon punto per iniziare i lavori, il primo passo è stato fatto. Successivamente daremo corpo a questa delibera con gli ingegneri. Ho inviato un messaggio De Laurentiis che sarà contento. Verrà fatto prima il centro sportivo perchè i proprietari sono pochi, i lavori potrebbero iniziare nei primi mesi del 2019. De Laurentiis vorrebbe fare proprietà al 50% insieme al Comune sul centro sportivo. Dando le percentuali di realizzazione effettiva, il centro sportivo è all’80-90% mentre lo stadio al 50%. De Laurentiis ragiona su uno stadio di 30-35mila spettatori”.

Di tutt’altro avviso è il consigliere Caiazza.

Secondo lui, ci sarebbero alcune difficoltà oggettive nella realizzazione di questo progetto a Melito. Come dichiarato nella trasmissione e riportiamo:

“Dopo l’invenzione dell’utilizzo dei soldi pubblici per giocare al Superenalotto (che gli valse l’attribuzione, da parte della Barbara d’Urso,  del titolo di Sindaco “Bislacco”) ora Amente prova ad ottenere il titolo di Sindaco più burlone d’Italia. Ci sono dati tecnico/giuridici che vietano di ipotizzare quello che è il sogno di tutti noi, in primis il mio, ovvero di costruire a Melito lo stadio o il centro sportivo della SSC Napoli. Il Sindaco, con le sue dichiarazioni ridicole (addirittura stamattina ha annunciato la posa della prima pietra entro l’inizio del 2019) sta morticando i sentimenti di una città e dei tifosi del Napoli. Ma soprattutto stiamo assistendo ad una ignobile ridicolizzazione delle istituzioni i cui rappresentanti non possono annunciare la realizzazione di opere che risultano oggettivamente irrealizzabili prima ancora di essere solo sognate”.

I motivi presunti spiegati dal Caiazza e i perchè, al momento, la realizzazione del progetto annunciato dal sindaco Amente per il nuovo stadio del Napoli a Melito, sembra difficilmente ipotizzabile:

“Innanzitutto, la delibera del Consiglio comunale del maggio del 2014 approva, all’unanimità, le linee guida per l’approvazione del nuovo PUC (“Piano urbanistico comunale”, che è ancora in fase di redazione) e in quelle linee guida è esplicitamente previsto il principio cardine dello “stop al consumo di suolo”. In tal senso, il Consiglio comunale ha previsto per le uniche due aree agricole rimaste a Melito (coincidenti proprio con quelle in cui Amente ha intenzione di costruire lo stadio da una parte ed il centro sportivo dall’altra) la realizzazione di una cittadella florovivaistica”.

Ecco quanto si legge: dalla delibera n.33 del 29/05/14 (pagine 6 e 7, che trovate in allegato sotto all’articolo):

Gli indirizzi di “Piano” proposti per coniugare la difesa ambientale, la salvaguardia integrale della Città , la valorizzazione delle esigenze della comunità insediata e lo sviluppo economico di Melito di Napoli sono così riassunte:

1.”Stop al consumo di suolo”. Adozione di una variante urbanistica “di salvaguardia” delle aree rurali e aperte del territorio comunale che interrompa ogni iniziativa di nuova edificazione, in attuazione della strategia di valorizzazione del “capitale ambientale nascosto” del Comune di Melito. Si intende così valorizzare e consentire esclusivamente azioni sul territorio mirate ad ottenere spazi ed attrezzature, strutture o complessi sportivi, anche se da iniziativa privata (questo può avvenire in altre zone, non quelle agricole, dette “zone h”, “zone attrezzature”, ndr). […] Le zone agricole devono essere destinate esclusivamente all’esercizio delle attività dirette alla coltivazione dei fondi, alla silvicoltura, e alle altre attività produttive connesse, ivi compreso il turismo rurale. L’ipotesi più suggestiva da mettere in campo è quella della creazione di un “Parco Territoriale” (o cittadella della florovivaistica) dell’area a sud del comune, che attualmente mantiene ancora un’alta concentrazione di attività florovivaistiche”.
Per l’esistenza di questa delibera, che di fatto nega la possibilità di utilizzare un suolo definito come “Aree Agricole Periurbane” come “Aree e Complessi per Servizi ed Attrezzature Pubbliche e/o di interesse pubblico di rilievo provinciale e/o sovracomunale”, il tentativo fatto con le osservazioni al PTCP è appunto quello di trasformare l’area attualmente agricola in area adatta a realizzare un “Parco dello Sport”.
Come spiega nel dettaglio il Consigliere comunale Caiazza:

“Le osservazioni al PTCP approvate dalla Giunta melitese con la delibera n. 18 del 14/02/2018 sono rappresentate da una semplice richiesta, priva di qualsivoglia dato tecnico/giuridico a supporto quantomeno necessarie, se non indispensabili, se si pensa di poter realizzare un’opera così imponente. Con esse si prova a sostenere che una delle due zone agricole rimaste a Melito (le osservazioni si riferiscono solo ad un’unica zona e non ad entrambe come invece il Sindaco ha erroneamente riferito oggi) non è idonea per essere utilizzata come “corridoio ecologico” (quest’ultimo termine serve per individuare una particolare area verde, studiata ad-hoc per preservare specie animali e piante che vivono in quel tipo di habitat) e che quindi, in alternativa, la Giunta pensa di prevedervi una zona di attrezzature sportive, un “Parco dello Sport”, senza specificare se per quell’area ci sono gli spazi tecnici che consentano di poter solo minimamente pensarlo”.

1. Prima riflessione:
“la Giunta, per disposizione di legge, non è competente a decidere l’assetto urbanistico della città; ove mai queste osservazioni avessero una minima valenza tecnico/giuridica, su queste avrebbe dovuto far esprimere il Consiglio comunale, organo sovrano in materia di pianicazione urbanistica. Pertanto, le osservazioni al PTCP sono state formulate da un organo incompetente”;

2. Seconda riflessione:
“la delibera di Giunta con la quale Amente ha inviato le osservazioni alla città metropolitana va in chiaro contrasto con quanto già deciso dal Consiglio comunale del maggio 2014”;

3. Terza riflessione:
“è impossibile coniugare l’idea di costruire uno stadio a Melito (o anche la “cittadella dello sport”) se Melito è la terza città d’Italia più cementicata (81% di cemento) ed al momento, è difficilissimo, per non dire impensabile, poter rispettare e garantire gli standard urbanistici che la legge prevede anchè un nuovo PUC possa essere validamente ed efficacemente approvato dagli organi sovracomunali. Inoltre, esiste ancora il vincolo di pericolo idrogeologico elevatissimo imposto della Regione in una delle aree citate dal Sindaco”;

4. Quarta riflessione:
“Amente dice di voler costituire una società mista con il calcio Napoli. Evidentemente ancora non gli hanno riferito che per poterle costituire, oggi, vi sono tantissimi vincoli (non so se il sindaco ha sentito parlare della legge Madia, d. lgs 175/2016). Sarebbe possibile costituire società a partecipazione pubblica solo se queste perseguono fini istituzionali: dove e come si configurerebbero questi fini istituzionali nella costruzione di un centro sportivo o di uno stadio utilizzato da una società privata?”.

In conclusione, appare difficilissimo la realizzazione a Melito di Napoli del centro sportivo in primis, ma soprattutto del nuovo stadio della SSC Napoli, visto che nelle Osservazioni della Giunta Municipale al PTCP (che trovate in allegato) si parla soltanto di una delle due aree (quella lungo il confine con il comune di Mugnano) e soltanto per la realizzazione di un “Parco dello Sport”.

Commenti

commenti