La Terra è ormai un ecosistema malato

Questa mattina è stato avvistato alla foce del fiume Sele ad Eboli uno squalo volpe.
L’esemplare appartiene alla specie dell’ “Alopias vulpinus”.
Si tratta di uno squalo lungo circa tre metri.
Un esemplare medio può raggiungere anche il doppio della lunghezza.
E’ molto diffuso nei mari tropicali.
Lo squalo volpe nuota spesso in superficie in aree costiere, ma è presente anche alla profondità di 350 metri.
Lo si osserva meglio dall’imbarcazione o con un semplice aeratore in mare aperto.
Normalmente non attacca l’uomo, ma se ferito e preso all’amo può dare poderosi colpi di coda e risultare pericoloso.
Considerato molto “timido”, rientra tra i grandi nuotatori solitari, che percorrono gli oceani alla ricerca di cibo: sebbene sia possibile osservarli in coppie o in gruppetti, tali assembramenti sono il più delle volte dovuti alla presenza di abbondanti fonti di cibo nelle vicinanze.
Ormai troppo spesso si vedono esemplari simili in altri ecosistema probabilmente dovuti ai cambiamenti climatici e la situazione diventa sempre più preoccupante.

 

 

Teresa Barbato

Commenti

commenti