Dopo mesi di lockdown e restrizioni di ogni tipo sul fronte sportivo, c’è probabilmente un risvolto positivo di questo fermo forzato dalle gare; o quanto meno questo discorso sembra essere piuttosto valido per il compartimento dell’Atletica Leggera, dove gli ultimi campionati svolti nel mondo hanno messo in luce notevoli prestazioni cronometriche che hanno scardinato importanti record nazionali e mondiali

I record, si sà, stanno lì per essere battuti. Ma se durano trenta anni e sono legati a un’epoca d’oro, fanno ancora più rumore quando cadono. Ed è stato piuttosto rumoroso quello italiano dei 5.000 metri battuto un paio di giorni fa dal solo ventitreenne azzurro (dalle origini etiopi) Yeman Crippa. Un record rimasto per anni ancorato al nome di Salvatore Antibo – detto Totò la Gazzella, quando il 18 luglio del 1990 ha firmato gli anni d’oro dell’atletica italiana con due prestazioni sensazionali:  infatti il Siciliano di Altofonte conquista un doppio oro europeo a Spalato, sulla distanza dei 5000mt e dei 10000mt; 13’05”59 il tempo sulla prima distanza, che diventerà il record italiano rimasto imbattuto fino a qualche giorno fa.

E’ Yeman Crippa, infatti, a riscrivere la storia, e lo fa ad Ostrava, nel Golden Spike, chiudendo la sua gara con un terzo posto ed un titolo che lo riconosce come il più forte italiano sulla distanza dei 5000mt: 13’02″26, nuovo primato italiano, che va a bissare il record nazionale dei 10.000 ottenuto ai mondiali di Doha. È un forte segnale questo, non solo di cambio generazionale, ma soprattutto di un ritorno ad un’Atletica italiana che stava un po scomparendo, e che invece nelle ultime gare ha visto nomi di spicco dire la propria in diverse discipline: tra questi, come non nominare la grande prestazione di Leonardo Fabbri agli Assoluti di Padova con un sensazionale lancio da 21,99mt.

Insomma, ci sono buone speranze per questa Atletica Italiana che lancia un grande messaggio: quello di forza e di ripresa da un periodo che ha sconvolto tutte le vite, ma da cui ci sapremo rialzare giorno dopo giorno.

 

Martina Amodio

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