Manutenzione del verde e affidamento dei lavori sotto la lente d’ingrandimento dei tecnici 

Nelle sette pagine di relazione redatta dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha sancito il Commissariamento del Comune di Melito, oltre alle questioni ‘cruciali’ dei presunti legami con la criminalità organizzata e la ‘questione cimitero’, particolare attenzione è stata posta all’affidamento di appalti pubblici e commesse. Secondo la prassi e la statistica, infatti, anomalie in affidamenti di commesse e servizi sarebbero ‘spie’ di infiltrazioni della criminalità organizzata. 

A finire sotto la lente d’ingrandimento della triade di tecnici inviata nel maggio del 2023 dalla Prefettura di Napoli, è stato in particolare l’appalto di manutenzione del verde pubblico. I lavori, secondo quanto emerge dalla relazione, sarebbero stati “frequentemente attribuiti alle stesse ditte, in violazione del principio di rotazione degli affidamenti”. A questo riguardo “viene riferito dell’affidamento, in violazione dell’allora vigente normativa in materia di appalti, del servizio di ordinaria e straordinaria manutenzione del verde pubblico per la durata di sei mesi nel 2023 ad una società già assegnataria di analoghi lavori nel 2021 e nel 2022”.

La relazione, in merito alla suddetta ditta a cui sarebbero stati affidati i lavori di manutenzione del verde, ha inoltre eccepito la ‘stretta parentela’ che ci sarebbe tra il suo legale rappresentante ed un soggetto “destinatario di ordinanza cautelare nel giugno 2021 per aver fatto parte di una locale associazione di stampo camorristico“.

I legami di parentela e le ‘affinità’ sono stati al centro di molte delle attività di indagine poste in essere dalla commissione d’accesso, come nel caso dei lavori di ripiantumazione degli alberi che sarebbero stati affidati “a una ditta il cui titolare è affine con un soggetto citato in atti giudiziari per attività estorsive poste in essere nell’ambito di un analogo appalto di servizio pubblico”.

Infine, come ultimo caso, è stata presa in esame la procedura relativa all’affidamento diretto di lavori su un bene comunale che sarebbe stato “disposto in favore di una società il cui proprietario viene citato nelle risultanze della più volte menzionata ordinanza cautelare nella quale viene riportato l’episodio in cui l’imprenditore accettava di sostenere la candidatura del sindaco di Melito di Napoli in cambio di commesse comunali”.

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