Sfiduciato il Sindaco FF, Costa:“La prima firma… la mia”

È un post, questo, che non avrei mai voluto scrivere. Mi risulta persino difficile trovare le parole, articolare concetti, sviluppare riflessioni. Tuttavia, la realtà deve essere affrontata a testa alta e con determinazione, sapendo di avere sempre e comunque la coscienza pulita.

Fatta questa debita premessa, vengo al dunque. Oggi abbiamo staccato la spina ad un malato gravissimo, abbiamo ovvero rassegnato le dimissioni, la maggioranza dei consiglieri che siede in consiglio comunale. Pertanto, l’Amministrazione Comunale è finita. Abbiamo firmato la sfiducia del sindaco FF Luciano Mottola, il presidente del consiglio, gli assessori ed i suoi alleati di governo. Un fatto terribilmente triste. Determinare la fine di un’esperienza è sempre triste, eppure talune volte risulta essere necessario farlo, come in questo caso, per porre fine allo stato di coma irreversibile in cui era piombata la nostra amata Melito. Anzi, se si fosse perdurata la vita di questo triste governo cittadino, ci saremmo potuti trovare di fronte a dei danni – soprattutto economici – davvero irrecuperabili.

E’ un giorno non bello, questo. La fine anticipata di un’esperienza amministrativa è una sconfitta per tutti, per l’intera collettività, un momento di sofferenza per la comunità civile che perde quei riferimenti in cui aveva riposto fiducia e speranza di riscatto e progresso.

Tuttavia, come in questa circostanza, la sfiducia è anche un fatto positivo, seppur sofferto. Ormai si viveva un clima di pesantezza in città. Con la scomparsa del sindaco Amente, l’amministrazione era completamente allo sbando, regnava sovrano il caos, ci si affidava a decisioni improvvisate, spesso incomprensibili, dettate solo da logiche clientelari, con sprechi continui di denaro pubblico, le cui disastrose conseguenze, ahinoi, gravano sulle spalle degli ignari melitesi.

Sul piano personale, posso solo dirvi che in queste ore lo sconforto in me è talmente tanto da non avere la lucidità giusta per fare progetti politici per il futuro. Ho provato in tutti i modi a dare il meglio di me, ho rifiutato qualsiasi “compromesso”, ho sognato realmente un cambiamento, ma alla fine, la realtà è stata più dura della mia immaginazione.

Se dovessero esserci le condizioni per un progetto di autentica rinascita, io sarò a disposizione della Città con tutto me stesso, con l’entusiasmo e la passione che da sempre caratterizzano il mio impegno.

Ma in queste ore, è necessario soprattutto che ciascuno di noi porga le scuse all’intera Città, perché, lo ribadisco, la sfiducia è la sconfitta di tutta la classe politica, ed è una pillola amara da ingoiare per l’intera collettività che non ha fatto niente per meritarsi questo triste teatrino della politica locale.

 

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