“Manca solo che lo canti un omosessuale per far perdere definitivamente di credibilità l’Italia”: la polemica degli italiani

 

Negli ultimi giorni si è scatenata una vera e propria polemica in merito all’errore commesso da Sergio Sylvestre, il cantante italo-americano, durante la finale di Coppa Italia. 

In realtà Sergio ha spiegato che quel momento di vuoto totale è stato dovuto alla forte emozione. Lo stadio vuoto, il recente passato drammatico e tutta quella pressione mediatica gli hanno giocato un brutto scherzo.

Spezziamo una lancia a favore del ragazzo, anche i professionisti a volte possono peccare, siamo degli esseri umani e i sentimenti incidono sulle nostre prestazioni più di qualunque altra cosa: non sempre è possibile tenerli nascosti e frenati.

Sembra, però, che a molti italiani non sia andato giù il suo errore e, soprattutto, che a cantare l’inno sia stato un americano, di colore per di più, e, secondo qualcuno, “manca solo che lo canti un omosessuale per far perdere definitivamente di credibilità l’Italia”.

Il Covid-19, secondo qualcuno, avrebbe dovuto renderci migliori ma, purtroppo, si sta precipitando nel baratro della cattiveria e dell’ignoranza, senza riconoscere i brutti scherzi che le emozioni possono giocare.

Molti italiani, nelle loro polemiche, dimenticano, però, che solo un italiano su 3 conosce a memoria e per intero l’inno italiano e che, probabilmente, l'”errore” non è stato del “Big Boy” ma di chi ha deciso che dovesse essere lui a cantarlo, conoscendo la sua sensibilità.

L’inno di Mameli per un italiano è emozionante; per una persona sensibile, adottata da questo Paese, forse lo è anche di più.

Come ha dichiarato J-Ax nella dedica al suo amico-cantante:“Provate ad ascoltare ‘L’Italia per me’ e ascoltare da Sergio stesso cosa rappresenta questo Paese per lui”.

Laura Barbato

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