La Quinta Sezione della Corte d’Appello ha condannato la banda che seminava il panico nell’area Nord di Napoli.

L’organizzazione effettuava le rapine, privando i malcapitati delle loro auto o delle loro moto, per poi chiedere il cosiddetto “cavallo di ritorno”.
Il capobanda, Carmine Cerrone, continuava a gestire il giro d’affari anche durante gli arresti domiciliari, ignaro delle cimici che i carabinieri gli avevano piazzato in casa e nei pressi della sua abitazione.

Ad essere condannati lo stesso Carmine Cerrone, con 10 anni di reclusione; il figlio Giuseppe con 7 anni; 7 anni e 4 mesi per Maurizio Spinelli; Giovanni Amura 2 anni e 4 mesi; Raffaele Caiazzo a 3 anni e 8 mesi; Luigi Cioffi a 2 anni di reclusione; Massimo De Luca a 6 anni e 2 mesi; Cosimo Di Domenico a 3 anni e 2 mesi; Antonio Ferrara a un anno e 6 mesi; Salvatore Mingacci a 3 anni e 8 mesi; Salvatore Pesacane a 4 anni e 4 mesi; Raffaele Piscopo a 2 anni e 8 mesi; Nicola Iannaccone a un anno e 4 mesi; Giuseppe Vettosi a 2 anni e 8 mesi; 2 anni per Antonio Caturano.

Laura Barbato

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