Ivano è un infermiere di 27 anni che lavora al Monaldi e sta vivendo solo adesso la sua prima esperienza ospedaliera.

Per invitare le persone a restare a casa ha pubblicato un lungo post su Facebook dopo uno stancante turno in ospedale durante il suo giorno di riposo:

“Se potessimo restare a casa noi infermieri…
Se potessimo restare a casa, in quarantena, staremmo senz’altro con le persone che amiamo per farle sentire che, in fondo, ci siamo… anche se siamo sempre fuori per lavoro… ma non possiamo. ..
Se potessimo restare a casa, in quarantena, ci dedicheremmo a curare l’anima ed a ritemprare lo spirito… perché le vere persone con cui passiamo poco tempo, in realtà, siamo noi stessi…
Se potessimo restare a casa, in quarantena, faremmo le mille cose che desideriamo fare… ma purtroppo non abbiamo mai tempo…
Non possiamo restare a casa perché in giro c’è un virus che vuole contagiarci tutti… che mette in difficoltà tantissime persone… che ci uccide…
Non possiamo restare a casa perché dobbiamo assistere tutte le persone che ne hanno bisogno… soprattutto in questi momenti in cui chiunque avrebbe il terrore…
Non possiamo restare a casa perché dobbiamo indossare una tuta ed una maschera che lasciano segni indelebili sul viso affranto… che non ci lasciano riconoscere nemmeno allo specchio a fine turno…
Se potessimo restare a casa noi lo faremmo… Ma non possiamo… Fatelo per noi!”

La Regione Campania ha raddoppiato i posti letto e con loro anche il numero di infermieri negli ospedali, risultati idonei nella graduatoria del concorso CPS Infermieri.

Giovanni è, invece, un infermiere che da Bologna, dove aveva un contratto a tempo indeterminato, ha deciso di ritornare a Napoli, al Cotugno, per un contratto a tempo determinato per aiutare la sua terra.

“Ho deciso, mi sono licenziato in tronco e mo sto qua. Ho iniziato domenica, abbiamo fatto 6 ore poi ho fatto altre 6 ore di straordinario per dare una mano ai colleghi”.

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