Un giorno storico che segna un riscatto sociale quello dell’inaugurazione di una sede universitaria a Scampia

L‘Università Federico II apre una sede a Scampia ed è subito svolta sociale. Gli occhi delle telecamere e le penne più illustri del giornalismo dedicheranno, in questa giornata, delle parole ricche di un significato socio culturale che ha il valore di un vero e proprio riscatto.

Immediatamente la scena cambia, sembra quasi metaforicamente un voltare una pagina di un libro che, negli anni, tingeva le sue pagine esclusivamente di un nero color pece, ma oggi, sì, oggi non è così.

Nella terra firmata “Gomorra”, considerata a più riprese la più grande piazza di spaccio d’Europa, proprio lì, dove fino a poco fa sorgevano mattoni avvelenati di sangue e disperazione, di pregiudizio e di assolute verità, adesso è stato inaugurato un nuovo anno accademico, i cui corsi prenderanno il via già da lunedì prossimo.

Al posto di un mostro di cemento, venuto giù con ruspe e cariche di esplosivo, rappresentato da una delle Vele costruite tra il 1962 e il 1975, sorge oggi un avveniristico edificio di forma cilindrica dove le mura sapranno di cultura e non più di morte.

La nuova sede vedrà la formazione universitaria delle facoltà di Medicina e Chirurgia ed ospiterà tantissimi giovani matricole con il sogno di diventare medici e fornire assistenza ed aiuto agli altri.

Grande soddisfazione anche da parte del Ministro dell’università, Maria Cristina Messa che ha definito l’evento come “un forte segnale di valore sociale e territoriale da parte delle istituzioni scolastiche”.

Il ministro ha sottolineato anche  la necessità che la sede dell’Università non sia “una cattedrale nel deserto. Il rettore lo sa bene: Federico II ha già aperto in alte quartieri, non è facile ed è un’operazione che richiede molto impegno non solo della governance ma anche dei docenti, del personale e degli studenti perché è chiaro che venire qui sarà scomodo ma è molto importante creare quell’atmosfera e l’ambiente per cui i ragazzi vengono volentieri”.

Importanti anche le parole del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

Il sindaco Manfredi, sottolineando il valore simbolico di questo evento per l’intera città, , ha aggiunto: ”Noi meritiamo molto di più di quello che sembra. Napoli ha grandi risorse, capacità e voglia di fare in tutte le sue espressioni. Questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza e costituisce l’affermazione che a Napoli le cose si possono fare e si possono fare bene”.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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