Abbiamo appreso di una iniziativa della Lega sul nostro territorio – giovedì 6 Febbraio i vertici della Lega a livello Campano si riuniranno a Scampia per parlare di vivibilità, servizi e di prospettive politiche – proprio loro che come unica prospettiva politica per questo territorio hanno sempre vomitato odio e discriminazione.

Scampia non si è rialzata come molti oggi provano a raccontare, il fatto strano, che fa anche notizia, è che Scampia non si è mai seduta, perché all’interno di un tessuto sociale dilaniato da un isolamento voluto un po’ da tutti i livelli istituzionali, ha saputo reagire così come reagirebbe un corpo attaccato da un virus, ritrovando le energie al suo interno, costruendo e modellando anticorpi capaci di contrastare una deriva scritta e raccontata come un orizzonte nei film e nei libri, e sicuramente anche questo andrebbe raccontato, le sue energie migliori impiegate a spegnere ogni focolaio che quel becero sistema creava per evitare lo straripamento fuori dagli argini.

Ci hanno tenuti rinchiusi a contrastare una malattia che era molto più grande di ogni cittadino di questo territorio, non ci hanno dato il tempo utile per ragionare sulla normalità, sul lungo periodo, piuttosto che pensare sempre e solo all’emergenza continua del quotidiano; così hanno stanato generazioni di cittadini consapevoli e inconsapevoli, rendendoli schiavi di quei benpensanti che affiggevano con orgoglio le medaglie sul petto per la buonissima riuscita della missione.

Con questo sistema dunque, ci hanno conferito il titolo di Gomorristi per vocazione, non certamente per mansione svolta.

La Lega a Scampia è sicuramente quell’ossimoro di cui loro stessi hanno bisogno per propagandare quel modo di fare tutto da banditi, che mette in croce ed inquisisce al citofono un ragazzo o una ragazza, tanto meglio per loro che sia straniero e possibilmente di carnagione più scura.

La Lega per chi non lo avesse ancora capito viene a Scampia non solo per iniziare la campagna elettorale del candidato alle suppletive, sceglie Scampia perché sa benissimo che la reazione di questo territorio potrebbe innescare uno strano effetto domino in ogni periferia della città e della regione, la Lega sceglie Scampia per trovare ulteriore linfa all’interno di situazioni socialmente complesse, rappresenta questo l’ultimo step di una campagna elettorale che va avanti ormai da 5 anni, da quando con estrema arguzia hanno deciso che gli ultimi da crocifiggere pubblicamente non dovevano più essere i napoletani ed i meridionali, ma gli stranieri e coloro che si ritrovavano per disperazione su quel barcone pronto per affondare, sottintendendo il messaggio prima in voga nella scorribanda garibaldina e dietro la conquistata di tutto il consenso necessario per fare danni irreparabili.

La Lega a Scampia arriva con la benedizione dei soliti impavidi del territorio, che un giorno idolatrano Berlusconi e le sue gesta, ed un’altro attaccano gigantografie della Giorgia nazionalpopolare, questione di conto in banca.

La Lega non passerà a Scampia così come non è mai passata l’idea finanche deprimente che la politica possa avere un senso odiando i più deboli, gli ultimi, e tutti coloro i quali esprimono attraverso le differenze il valore della normalità.

La Lega non può passare a Scampia per la storia che siamo, per le cicatrici che portiamo, per l’atteggiamento e per la visione collettiva ad affrontare i fenomeni endogeni ed esogeni al territorio, poiché come noto, Scampia è sempre stato territorio di integrazione di etnie, di ultima speranza, di linea di fede e di salto dal crinale.

Bene se vogliono trovare linfa nuova, ci faremo trovare pronti come lo siamo sempre stati, senza scivolare sul terreno della contrapposizione sterile ed amorale, dello scontro tra bande completamente contrapposte, troveranno qui anticorpi disposti a lottare contro ogni forma di razzismo e di politiche settarie, di scelte elitarie a discapito di una moltitudine in cui per la verità, sappiamo riconoscerci uno ad uno, per questo agli osannatori per professione dell’uno e dell’altro schieramento giunga il messaggio forte e chiaro, considerato che dopo le elezioni ognuno proverà o a scappare per evitare la gogna mediatica o diversamente, i professionisti del cado sempre in piedi, tenteranno di intestarsi il flebile risultato elettorale.

Questo primo passo della Lega, che di fatto rompe gli indugi su Scampia e sull’area Nord di Napoli, ci spinge ad immaginare la costruzione di un coordinamento permanente in difesa del territorio, che sfoci in una grande mobilitazione territoriale.

La Lega non può passare a Scampia perché la forza che ci tiene insieme si chiama ColLera, e noi siamo proprio quegli ultimi che gli fanno più schifo.

Coordinamento permanente in difesa del territorio.

#MobilitazioneterritorialeSubito

Scampia, ma chi ci uccide!

 

Claudio Di Pietro

Salvatore Martelli

Gino Marrone

Andrea Avella

Mimmo Morfe

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