Duolice omicidi a Sant’Antimo. La sorella di Cammisa:”È stato tutto premeditato”

Era l’8 giugno 2023 quando Luigi Cammisa e Maria Brigida Pesacane furono ritrovati morti a Sant’Antimo, brutalmente uccisi dal suocero, invaghitosi e ossessionato della donna.

 

Sant'Antimo

 

Sant'Antimo

Dopo il ritrovamento dei cadaveri, Raffaele Caiazzo, il suocero 44enne delle vittime, si costituì raccontando che tra i due vi fosse una relazione ma la verità era un’altra: era lo stesso 44enne ad essere ossessionato dalla donna.

A rompere il silenzio è stata la sorella maggiore di Luigi Cammisa, la quale ha contattato la nostra Redazione:

Vorrei dire solo due parole contro questo demonio, perché per me è una persona indemoniata per fare una cosa del genere.

Si deve solo vergognare per quello che ha fatto e, se non aveva pietà per i suoi figli, la doveva avere per i suoi nipoti, perché un nonno dovrebbe dare esempi ad un nipote, amore, invece gli ha fatto tanto male, sottraendogli la presenza di un padre e di una madre: una cosa che non meritavano!

Combatterò con tutte le mie forze e non mi fermerò affinché Raffaele Caiazzo abbia la giusta condanna, l’ergastolo. Mio fratello non si meritava di morire così perché era un ragazzo e un padre d’oro, amorevole con i suoi figli, un grande lavoratore e, soprattutto, aveva onore e dignità.

Era il suocero che si era invaghito di Maria Brigida e ne era ossessionato.

Giustizia per luigi e Maria Brigida!

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