Se molti Comuni campani sono in grave difficoltà per la mancata proroga dei termini per l’approvazione del Puc, Sant’Antimo, per negligenza, incompetenza e sciatteria del suo ex sindaco, rappresenta un caso a sé, più grave, disperato.

Già a settembre 2018 denunciammo la procedura illegittima, perché priva di copertura finanziaria, per l’individuazione dei che avrebbero dovuto occuparsene e i revisori dei conti ci dettero ragione. Ma la pezza, cioè l’approvazione di inadeguate e insufficienti linee guida, si è rivelata poi peggiore del buco: ecco perché oggi Sant’Antimo sconterà molto più degli altri comuni campani inadempienti il blocco praticamente totale delle attività edilizie ‘grazie’ ad un sindaco, fortunatamente ex che neanche a farlo apposta aveva fatto dell’urbanistica ed in particolare dell’approvazione del Puc uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale.

Questi sono i risultati dei due anni dell’amministrazione Russo grazie al quale molto probabilmente vivremo il paradosso giuridico, unico nel suo genere, dello scioglimento di un Comune già sciolto e che peraltro attende il verdetto dell’attività di una commissione di accesso per l’accertamento di eventuali infiltrazioni mafiose.
Ad ogni modo, alla luce delle fallimentari scelte di politica urbanistica dell’Amministrazione Russo e alle gravi conseguenze previste dll’art.141 del TUEL che stabilisce lo scioglimento dei Comuni inadempienti, da semplici cittadini interessati alle esigenze della nostra comunità e delle imprese di un settore strategico per la nostra economia, scriveremo al Ministero dell’Interno e a quello delle Infrastrutture per capire con assoluta certezza se e cosa sia possibile fare per correre ai ripari.

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