Il racconto di una rom vittima dei roghi

 

Ogni giorno gli abitanti delle zone limitrofe al campo rom invitano i miei parenti a ritirare i rifiuti, ingombranti e non, in cambio di 40-50 euro e loro nella notte li bruciano in casa nostra”, è stato questo il racconto di una paziente rom del pronto soccorso di Giugliano. 

Rogo Melito

Molto spesso, infatti, ci si lamenta dei cattivi odori scatenati dai roghi tossici e dagli incendi che da anni, ogni giorno, devastano il territorio campano. Ma cosa c’è davvero dietro questi incendi? Secondo il racconto della paziente del pronto soccorso, giunta lì per la troppa sofferenza causatale da un cancro al seno e uno al cervello che la affliggono da anni, i rom sarebbero “costretti” ad incendiare i rifiuti, invitati dai cittadini a recuperarli in giro per una manciata di spiccioli per poi bruciarli.

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La stessa donna, “essendo una malata terminale e stessa vittima dei roghi, ha chiesto in prima persona ai suoi familiari, a suo marito, di smetterla di appiccare il fuoco” ma si tratterebbe solo di una goccia nell’oceano. 

Secondo molti, “il problema di fondo non sono  i rom ma gli stessi abitanti campani che permettono tutto ciò, perché è da loro  che parte tutto!”

Purtroppo, la questione rifiuti è una situazione che da anni affligge la Campania e il racconto della donna, dettato dalla sofferenza che è costretta a vivere, è solo “un’amara verità che nessuno vuole dire, il restante sono un palliativo, da un lato per calmare il malessere e dall’altra dare vita ad un business affaristico/malavitoso”.

I centri di recupero dei rifiuti sono ormai al collasso e, finché non si sensibilizzerà la raccolta differenziata e non sarà raggiunta una percentuale tale da riuscire a smaltire tutti i rifiuti, il surplus di questi ultimi “dovrà essere sversato in qualche posto per non fermare le produzioni”.

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