Gli era stata diagnosticata una bronchite

Lo scorso 8 marzo, Luigi Starita, cittadino di Piano di Sorrento, giunse in ospedale con tosse e febbre alta ma il medico rassicurò la famiglia affermando che lì non c’erano casi di Covid-19 e quindi il contagio era da escludere.

Pochi giorni dopo le condizioni di Luigi iniziano a peggiorare ma ancora una volta il medico crede che non sia il caso di effettuare il tampone e gli diagnostica una forte bronchite, per cui gli prescrive sciroppo, vitamina b, Rocefin e Bentelan.

Il 19 marzo, la famiglia richiede l’intervento del 118 ma i sanitari, senza neanche scendere dal veicolo, consigliano alla figlia di acquistare una bombola per l’ossigeno e somministrargliela.

In seguito alla prima richiesta del 118, ne segue un’altra e solo a quel punto gli viene fatta una radiografia. Luigi viene trasportato d’urgenza al Cotugno ma si trova già in gravissime condizioni e morirà lì il 30 marzo.

Intanto arriva anche l’esito del tampone che gli era stato effettuato qualche giorno prima e si scopre la positività dell’uomo, ormai deceduto.

La famiglia ha deciso, dopo il suo decesso, di aprire un’inchiesta ed è ora in causa con il Loreto Mare e l’ospedale di Piano di Sorrento, dove l’uomo ha aspettato che gli venissero date le giuste cure.

Laura Barbato

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