Ria Rosa è un modo per dire alle tante ragazze di Secondigliano che ci sono figure, magari oggi poco conosciute come Ria Rosa, che hanno fatto la storia senza essere necessariamente “la moglie di”o “l’amante di”

 

Secondo i giovani dell’associazione Larsec, che da anni si occupa di temi legati alla legalità e del lavoro onesto, Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino e moglie del cantante Tony Colombo, non sembra essere una persona che può rappresentare le donne di Secondigliano.

Il quartiere, ormai diventato noto per essere il quartiere di Gomorra e di Tony Colombo e sua moglie, è priva di street art, presenti in molte strade di Napoli e provincia. Proprio per questo motivo, i giovani della Larsec hanno deciso, di loro spontanea volontà, di far disegnare dall’artista Yele una donna sulla porta del loro quartier generale: si tratta di Ria Rosa, la prima protofemminista napoletana.

Ma chi è Ria Rosa? “Era una cantante napoletana, molto conosciuta anche a New York, che seppe dare voce all’indipendenza femminile con una leggerezza disarmante, molto lontana dal cliché della femminista che possiamo avere oggi.” spiegano i ragazzi dell’associazione. “Ria Rosa fu la prima artista italiana al mondo a salire su un palco vestita da uomo, a sfidare il regime fascista con sagacia e la prima a cantare di tematiche sensibili come quella delle ragazze madri napoletane e degli emigranti. La scelta di Ria Rosa è quindi un modo per dire alle tante ragazze di Secondigliano che ci sono figure, magari oggi poco conosciute come Ria Rosa, che hanno fatto la storia senza essere necessariamente “la moglie di”o “l’amante di”, ma anche per dire al resto di Napoli e di Italia che Secondigliano non è solo neomelodici e vedove di camorra”.

Laura Barbato

 

 

 

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