Ho mollato perchè non ho condiviso la questione e non ho avuto sostegno pubblico da nessuno o quasi

“Quando sono entrato in Fratelli d’Italia e precisamente quando ho accettato di divenire Commissario cittadino di questo partito ho iniziato ad interagire con molte persone.
Subito ho capito di avere di fronte tante persone stanche e deluse dalla politica,  ma io non mi sono fermato, anzi, ho cercato di far capire che qualcosa poteva cambiare, e poteva cambiare solo attivandomi sul territorio facendo delle proposte, lavorando sulle idee.

Giorno dopo giorno capivo di avere vinto “la scommessa” perché iniziavo a vedere le persone sempre più motivati, tanto da diventare degli attivisti. A quel punto abbiamo iniziato a farci conoscere per le nostre idee.

Tutto era in crescita: il numero di seguaci, le proposte, le iniziative fatte e anche l’affetto degli amici, dei conoscenti.

Poi iniziarono a girare voci sull’entrata nel partito di soggetti trasformisti, ma io a questa voce non avevo dato peso perché sono sempre stato convinto che ad accreditare un soggetto ad un partito non possono essere i numeri ma l’ideale, la condivisione delle idee nonché la militanza attiva.
Quando ho scoperto che non si trattava di una voce ma di un dato reale, ho spiegato Il perché del mio non essere d’accordo, l’ho fatto mettendoci la cosa a cui più tengo: la faccia!

L’ho fatto mettendoci anche il cuore, perché con chi mi segue è nato un rapporto di stima ed affetto personale.

Ho sofferto per loro, perché ho notato in loro un nuovo sentimento: la sfiducia nella politica.
Qualcuno mi ha chiesto: a cosa serve la militanza, il sacrificio, le lotte se poi nel partito entrano personaggi che vanificano tutto cio perchè qualche dirigente ha detto che FdI non è il partito dei veti ma dei voti?
Perché io dovrei tra le tante cose condividere la scelta di candidare direttamente alle regionali gente che non ha mai fatto politica, mai fatto associazionismo? Che messaggio lanciamo?
Basta essere figli e parenti di sindaci ed onorevoli per rivestire cariche come quelle del consigliere regionale?
E chi fa militanza? Un tempo di diceva: “chi milita merita!” Ora non è più così?
Tutti sanno che questa amministrazione è incurante delle istanze dei cittadini! E per questo ho fatto tante proposte, mai nessuna è stata accolta! Ho fatto tante iniziative sul territorio, ma mai ho visto il candidato regionale scelto da FdI partecipare.
Poi ho letto attraverso Facebook apprezzamenti verso le azioni della Lega, quindi questo candidato che idee ha? Sposa il pensiero Lega ma si candida con FdI? Ma ci rendiamo conto della pagliacciata? Si o no ?
I colleghi o meglio gli ex colleghi di partito che oggi mi dicono che non dovevo mollare.
A loro dico: ho mollato perchè non ho condiviso la questione e non ho avuto sostegno pubblico da nessuno o quasi. Le battaglie io le porto avanti o da solo o con chi come me ci mette la faccia. La politica è pubblica, potevano esprimere il loro pensiero pubblicamente invece di farmi testimonianze di solidarietà in forma privata, e mi fermo quà…
Il mio orgoglio restano quelle persone che mi hanno compreso, perché sono le stesse che continueranno a collaborare con me per dare un contributo ad una comunità afflitta da mille problemi. Una comunità a cui una pessima gestione sta togliendo il respiro!
Non mi arrendo, non mi fermo! Melito ha bisogno di gente motivata! Andrò avanti, con l’impegno di sempre, con i miei amici, ex militanti di un partito che ci ha delusi ma non ci ha fermati.
Più forti di prima daremo sempre il nostro aiuto e la nostra presenza a Melito.”

Vincenzo Stravolo ex Commissario cittadinio FdI Melito di Napoli

 

Comunicato stampa

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