Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati alle urne per scegliere la forma istituzionale dello Stato: Monarchia o Repubblica. Come è noto, a livello nazionale prevalse la Repubblica, segnando la nascita dell’Italia repubblicana. C’è però una curiosità storica che riguarda da vicino Melito di Napoli e che in pochi conoscono.

Nel referendum istituzionale del 1946, infatti, i cittadini melitesi votarono in larga maggioranza per la Monarchia. Su 2.842 schede valide, ben 2.211 preferenze andarono alla Monarchia contro 631 alla Repubblica. In termini percentuali, il 77,80% degli elettori scelse di mantenere la monarchia, mentre il 22,20% votò per la Repubblica. L’affluenza fu particolarmente elevata: si recarono alle urne 3.042 cittadini su 3.335 aventi diritto, pari al 91,21%.

Un dato che riflette perfettamente l’orientamento dell’epoca nella provincia di Napoli. Nei 92 comuni della provincia, infatti, la Monarchia raccolse 692.370 voti, pari al 77,67%, mentre la Repubblica si fermò a 199.064 voti, pari al 22,33%. In pratica, il risultato di Melito fu quasi identico a quello provinciale, con uno scarto di appena pochi decimi di punto percentuale.

Il dato non deve sorprendere se si considera il contesto storico del Mezzogiorno nel secondo dopoguerra. Mentre gran parte del Nord Italia si espresse a favore della Repubblica, nel Sud e nelle Isole il consenso per la Monarchia rimase molto forte, contribuendo a creare una netta divisione geografica nel voto. Alla fine, però, il risultato nazionale premiò la Repubblica, che ottenne la maggioranza dei consensi e diede vita all’Italia che conosciamo oggi.

A distanza di ottant’anni, il referendum del 2 giugno continua a rappresentare una delle pagine più importanti della storia italiana. E tra le curiosità locali di quella consultazione c’è anche quella di Melito di Napoli, che scelse in modo netto la Monarchia, seguendo l’orientamento prevalente dell’intera provincia napoletana.

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