Sembra che i pizzaioli napoletani non abbiano preso bene la decisione del Presidente De Luca di non autorizzare il servizio delivery.

 

Il pizzaiolo Gino Sorbillo ha spiegato che la consegna a domicilio non sarebbe pericolosa per i clienti poiché le pizze cuociono a 450 gradi, possono essere chiuse nel box appena uscite dal forno e poi avvolte nel cellophane per evitare ogni pericolo nel momento della consegna.

 

Errico Porzio, però, nonostante sia d’accordo per quanto riguarda le consegne a domicilio, sembra replicare alle parole di Gino Sorbillo:“Anche io sono favorevole alla riapertura delle pizzerie, seppur parziale, per assicurare soltanto il delivery, e da tempo sto sostenendo colleghi e associazioni per questa battaglia che ci vede penalizzati rispetto al resto dei pizzaioli e dei ristoratori delle altre regioni italiane. E’ il caso di ricordarlo ancora una volta: la Campania è l’unica regione d’Italia in cui è stata sospesa l’attività di delivery. Tuttavia, mi dissocio totalmente dalla proposta avanzata da Sorbillo: preferisco restare chiuso, ma non sigillare le pizze appena sfornate con cellophane pur di far ripartire la mia attività. Il metodo proposto da Sorbillo quale sicuro e garantito per consentirci le consegne, mi lascia molto perplesso. Non negherò mai la condensa alle mie pizze a domicilio. Forse Sorbillo ha dimenticato il perché dell’esistenza di quei buchi ai lati dei cartoni della pizza. Io faccio pizza napoletana, non chewing gum.”

Laura Barbato

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