Ma che senso ha tenere i parrucchieri chiusi quando c’è gente in fila al supermercato e nelle pescherie?

 

Con l’ultimo Decreto annunciato venerdì scorso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, barbieri, parrucchieri ed estetisti resteranno chiusi per altre tre settimane in Campania: questo significa che fino, almeno, al 3 maggio la gente dovrà provvedere da sola per la propria cura o per le acconciature.

Nonostante ciò, mentre molti barbieri hanno chiuso i battenti da ormai un mese ci sono ancora alcuni furbetti che si recano direttamente dai clienti.

“Siamo alla fame, non incassiamo un euro da più di un mese, mentre le bollette continuano ad arrivare puntualmente. In queste condizioni sarà difficile continuare a pagare gli stipendi ai dipendenti. Ma mentre noi barbieri stiamo a casa a non fare niente, gli abusivi continuano ad andare a domicilio a tagliare i capelli. Ma che senso ha tenere i parrucchieri chiusi quando c’è gente in fila al supermercato e nelle pescherie? Il Governo e la Regione ci aiutino con un sostegno economico. Noi siamo pronti a riprendere l’attività anche subito, con le dovute precauzioni, e abbiamo comprato mascherine, visiere protettive, camici e guanti monouso. Fateci lavorare”.
Si sfoga così durante un’intervista a Fanpage Pasquale Faeta,  barbiere del Rione Kennedy a Secondigliano, nel gruppo di Barberia Elite di Napoli. “Purtroppo siamo stati classificati come categoria ad alto rischio – dice – di questo passo saremo gli ultimi a riaprire. Non si vede l’uscita dal tunnel. Molti di noi non riapriranno più”.

Come dichiarato dallo stesso Faeta i barbieri e i parrucchieri stanno pagando un prezzo troppo alto al punto da trovarsi in difficoltà addirittura per pagare i dipendenti poiché lo Stato, per loro, è completamente assente. Non ci si spiega perché tutto questo accanimento contro i barbieri, parrucchieri e estetiste che sembrano essere diventati i principali portatori della malattia.

Come dichiarato dal barbiere del Rione Kennedy:“Tantissime persone mi mandano messaggi, chiedendo se abbiamo ripreso l’attività. Ovviamente io rispondo di no, con grande sofferenza. Perché è difficile dire di no ai soldi che ti servono per mettere il piatto a tavola ogni giorno. Ciò nonostante, ci segnalano che tanti abusivi stanno andando a casa a tagliare i capelli”.

Alla riapertura, propone Faeta, gli hair-stylists prenderanno tutte le precauzioni per evitare contagi, come stanno facendo gli altri esercizi commerciali che sono aperti, attraverso l’utilizzo di mascherine Ffp2, caschi protettivi con visiera, guanti e camici monouso, gel disinfettanti.
Chiaramente, però, la riapertura preoccupa la maggior parte degli operatori del campo poiché serviranno regole per l’accesso ai negozi di barbieri e parrucchieri per evitare l’assalto: la soluzione più ovvia sarebbe un sistema di turnazione e prenotazione telefonica per evitare l’affollamento dei locali. Magari all’inizio si potrebbe limitare l’attività solo alle acconciature dei capelli, rinviando le barbe, che sono più a rischio contagio. Probabilmente ci saranno maggiori attese tra un cliente e l’altro, per evitare l’affollamento e anche perché ci saranno norme più rigide per sterilizzare e cambiare gli strumenti, cosa che peraltro già si fa.

Laura Barbato

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