I beneficiari dovranno essere disponibili dalle 8 alle 16 ore a settimana per i Comuni in cui risiedono

 

Il comune di Napoli ha approvato i Progetti di Utilità Collettiva (PUC) e, quindi, dal prossimo autunno, tutti coloro che beneficiano del reddito di cittadinanza dovranno prendervi parte.

Attualmente a Napoli le famiglie che beneficiano del sussidio sono 63000 e basterà che un solo membro della famiglia svolgerà la mansione affidatagli per garantire l’erogazione continua del sostegno.

Si tratterà di un impegno che vedrà occupati i soggetti in un tempo settimanale che va dalle 8 alle 16 ore a settimana; in sostanza si starà occupati 2/3 ore al giorno circa.

Le mansioni interessano diverse aree e ambiti e saranno assegnate automaticamente dalla piattaforma GePi in base alle esperienze dei lavoratori.

I lavori riguarderanno per lo più ambiti sociali e di pubblico interesse: giardinieri, bibliotecari, addetti alla pulizia stradale, accompagnatori di bambini a scuola, addetti alla rimozione di graffiti dai monumenti, ma le occasioni di inserimento sono davvero tante.

Disabili, anziani e minorenni insieme ad altre categorie protette saranno esclusi dal reclutamento, tutti gli altri, invece, saranno convocati e, in caso di rifiuto o diniego, perderanno il sussidio e non ne avranno più diritto.

Il reddito di cittadinanza è attivo ormai da 15 mesi e, a seconda della condizione economica, varia dai 200 ai 1200 euro.

Finora, ad eccezione di chi era iscritto nei centri per l’impiego, quindi già impiegato in mansioni, di tutti i restanti percettori del reddito nessuno svolgeva alcun lavoro per il proprio comune.

Il sussidio veniva erogato automaticamente senza che si facesse nulla in cambio.

Adesso, invece, con l’arrivo dei PUC, le cose cambieranno e si dovrà prestare servizio nei limiti consentiti dalla norma per progetti utili alla comunità, pena l’esclusione dal reddito e la card sospesa.

 

Marianna Di Donna

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