Alle 8.46 l’inizio della fine

 

Sono trascorsi 19 anni dal l’attentato alle Torri Gemelle ma il ricordo resta ancora indelebile.

Erano le 8.46 quando il primo aereo si schiantò contro la prima torre, mandandola in fiamme; pochi minuti dopo, alle 9.03, un secondo aereo colpì la seconda torre.

Tutte le televisioni erano sintonizzare, tutti i canali tv, ormai, trasmettevano le stesse strazianti immagini: il World Trade Center di Manhattan completamente in fiamme.

Ancor più doloroso era vedere, però, che molte persone per fuggire da tanta sofferenza, cercarono di salvarsi lanciandosi nel vuoto.

Queste persone avevano casa, famiglie, figli, fratelli e sorelle che, probabilmente, stavano seguendo tutto attraverso uno schermo.

Ai terroristi di Al Qaeda, guidati da Osama Bin Laden, questo non importava.

Non si fermarono dopo i primi due aerei: un terzo fu dirottato contro il pentagono; un quarto contro la Casa Bianca.

Alle 9:59, la Torre Sud crollò dopo aver bruciato per circa 56 minuti. L’incendio causò il cedimento degli elementi strutturali in acciaio, già indeboliti dall’impatto aereo. La Torre Nord crollò alle 10:28, dopo aver bruciato per circa 102 minuti.

Dieci anni dopo gli attacchi, sono stati identificati i resti di solo 1.629 vittime.

Di tutte le persone che erano ancora nelle torri quando sono crollate, solo 20 vennero estratte vive.

Will Jimeno e il sergente John McLoughlin, agenti di polizia dell’Autorità Portuale, erano i sopravvissuti 18 e 19.

L’ultima persona tra coloro che sopravvissero al crollo fu trovata trovato dopo 27 ore di lavori di salvataggio.

Successivamente, un numero sconosciuto di persone che sarebbero potute sopravvivere al collasso, come i 20 che potevano essere salvati, perse la vita nel corso delle ore.

Laura Barbato

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