Al “Maradona” il Napoli fallisce il match point per la qualificazione matematica alla prossima Champions League e incassa una pesante sconfitta contro un Bologna ormai senza obiettivi di classifica ma tutt’altro che arrendevole. Finisce 3-2 per la squadra di Vincenzo Italiano al termine di una gara dai due volti: primo tempo sottotono degli azzurri, ripresa più aggressiva ma non sufficiente per evitare il ko.
Antonio Conte deve rinunciare all’ultimo momento a De Bruyne e si affida al 3-4-2-1 con Milinkovic-Savic tra i pali, difesa guidata da Di Lorenzo, Rrahmani e Buongiorno, mentre in avanti Hojlund è supportato da Giovane e Alisson. Italiano risponde con il suo classico 4-2-3-1 e un Bologna leggero mentalmente, libero di giocare senza pressioni.
E proprio questo atteggiamento fa la differenza nei primi minuti. Il Napoli entra in campo svogliato, con pochi stimoli, limitandosi a un possesso lento e sterile. Il Bologna invece colpisce. Al 10’ arriva il vantaggio rossoblù: Bernardeschi riceve al limite e punisce Milinkovic-Savic.
Il gol scuote poco gli azzurri. Due minuti più tardi gli ospiti sfiorano addirittura il raddoppio con Miranda che colpisce la traversa dopo un’azione insistita. Il Napoli fatica a costruire gioco e si rende pericoloso soltanto al 30’, quando McTominay svetta di testa su corner battuto da Alisson e sfiora il palo alla sinistra di Pessina.
Il Bologna però continua a spingere e trova il raddoppio poco dopo. Su un episodio nato da un controllo VAR, l’arbitro Piccinini assegna un calcio di rigore agli emiliani. Dal dischetto Orsolini spiazza quasi Milinkovic-Savic: il portiere intuisce e tocca il pallone, ma non basta per evitare il 2-0.
Sembra una serata storta per il Napoli, ma nel recupero del primo tempo arriva il gol che riapre tutto. In una azione confusa in area è Di Lorenzo — protagonista negativo nell’episodio del rigore — a trovare la deviazione vincente che vale il 2-1 prima dell’intervallo.
La ripresa si apre con tutt’altro spirito. Il Napoli entra in campo con il piglio giusto, alza il ritmo e schiaccia subito il Bologna nella propria metà campo. Dopo appena tre minuti arriva il pareggio: Hojlund lavora bene il pallone in area e serve Alisson, che controlla e batte Pessina firmando il 2-2 al 48’.
È proprio Alisson Santos la luce più brillante della serata azzurra. Il brasiliano si accende a tratti, salta l’uomo, crea superiorità numerica e prova più volte a trascinare i compagni. Conte si affida soprattutto alle sue iniziative, ma il Napoli, nonostante il predominio territoriale, costruisce poco e non riesce più a creare vere occasioni pericolose.
Con il passare dei minuti la partita si spegne. Gli azzurri sembrano accontentarsi, mentre il Bologna resta ordinato e pronto a colpire. E infatti, nel finale, arriva la beffa. Rowe, appena entrato, approfitta di una respinta imprecisa di Milinkovic-Savic e da posizione centrale firma in semi rovesciata il definitivo 3-2 che gela il “Maradona”.
Per il Napoli è una sconfitta pesante soprattutto nell’atteggiamento. La qualificazione Champions resta vicina, ma andrà conquistata nelle ultime due giornate. Conte dovrà ritrovare intensità e fame, perché la squadra vista contro il Bologna è apparsa troppo molle e discontinua.
Tra i singoli deludono Hojlund, poco incisivo, e Gutierrez, apparso spesso spaesato. Male anche Milinkovic-Savic, poco decisivo nei momenti chiave. L’unica vera nota positiva è Alisson Santos, il più vivo e intraprendente in una serata da dimenticare per il Napoli.












