Un trofeo internazionale manca da dieci anni nelle bacheche del calcio italiano: parliamo infatti del 2010, quando l’Inter di Mourinho si imponeva sul Bayern di Monaco vincendo la Champions League. Ma per trovare invece un trionfo del Napoli nelle coppe europee dobbiamo retrocedere di altri due decenni rispetto al successo dell’Inter arrivando alla stagione calcistica ‘88-’89, in cui i partenopei si aggiudicavano la Coppa UEFA, primo e unico trofeo della storia del Calcio Napoli vinto con Diego Armando Maradona in squadra.

Quest’anno alla guida della squadra del presidente proprietario della Filmauro ci sarà Spalletti, allenatore toscano dal carattere duro ma che fa giocare notoriamente molto bene le proprie squadre. Il tecnico di Certaldo classe ‘59 è, dopo Mazzarri e Sarri, il terzo allenatore toscano in meno di dieci anni a sedersi sulla panchina all’ombra del Vesuvio. Con Spalletti il Napoli potrebbe provare a raggiungere la vittoria dell’Europa League, che significherebbe anche garanzia di partecipare alla prossima Champions indipendentemente dal piazzamento in campionato.

Mettere “da parte” il campionato e puntare sull’Europa?

La stagione calcistica dell’anno scorso ci ha detto tante cose rispetto allo stato di salute del calcio italiano. Abbiamo visto il Sassuolo e il Verona battagliare e spesso avere la meglio contro le prime squadre in classifica, e abbiamo assistito a un calcio ordinato e pulito giocato dalla neo promossa Spezia. Abbiamo altresì assistito all’interruzione del dominio juventino durato ben nove stagioni consecutive in seguito alla vittoria dell’Inter; inoltre il campionato ci ha confermato che l’Atalanta è fra le prime squadre italiane ed europee, e che il Milan può stare finalmente nelle parti alte della classifica in maniera stabile.

Per questa serie di motivazioni, la corsa allo scudetto sembra essere un’affare a due, Inter e Juventus, o al massimo a tre con l’aggiunta dell’Atalanta, come confermano le quote delle scommesse sportive del sito di Betway al 24 giugno, con l’Inter a 4,50 seguita dalla Juve a 5,00. Considerando che i posti per la qualificazione alla Champions League sono quattro anche per la prossima stagione, il Napoli dovrebbe competere con almeno sei squadre per raggiungere quest’obiettivo. Una possibile strategia per Spalletti potrebbe quindi essere quella di concentrare tutte le proprie forze sull’Europa, cercando di trascinare i partenopei a un successo storico oltre che prezioso dal punto di vista economico. Difatti, oltre al prestigio e ai premi UEFA, la vittoria della seconda competizione europea per club garantisce la partecipazione alla Champions League dell’anno successivo. Ciò permetterebbe all’allenatore toscano di conoscere meglio la squadra, amalgamarla durante il campionato per poi dare tutto durante i giovedì di Europa League.

Se vogliamo analizzare la stagione scorsa per trarre degli spunti, questa “strategia” è un po’ quella messa in pratica dalla Roma da marzo in poi, quando si è ritrovata in semifinale di Europa League cadendo però poi malamente nel doppio confronto con il Manchester United, battuto a sua volta in finale dal Villarreal ai rigori.

Il Napoli di Gattuso non aveva convinto mai né in campionato né in Europa, in particolare per mancanza di continuità, ma il tecnico calabrese ha dalla sua due attenuanti: l’enorme pressione fatta da De Laurentiis e società, come l’ex Milan aveva pubblicamente denunciato, e i tanti infortuni avvenuti nella rosa del Napoli, da quelli infiniti di Ghoulam, passando per Mertens finendo con Osimhen, che ha dimostrato di essere devastante con la maglia del Napoli anche mentre era in vacanza nel proprio Paese, segnando goal a raffica su un campetto di periferia in Nigeria.

La speranza è che Spalletti abbia sia un rapporto solido con la presidenza sia, soprattutto, uno spogliatoio non più falcidiato da infortuni. La panchina del Napoli è già di per sé “inferiore” in numero e qualità rispetto alle prime sei squadre del campionato, ulteriori infortuni non farebbero altro che ridurre le risorse a disposizione. Il “dramma” sportivo vissuto l’anno scorso all’ultima giornata contro il Verona dai tifosi partenopei e che ha causato la mancata qualificazione del Napoli alla Champions è stato un duro colpo per tutta la città, ma anche per società e calciatori. Spalletti dovrà quindi essere bravo innanzitutto a trovare stimoli, ricompattare il gruppo e affidare la leadership tecnica e dello spogliatoio agli uomini giusti.

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