La dignità. L’orgoglio. L’amore. Tutto vaporizzato, ormai da mesi, da 20 e passa calciatori

Perché al netto degli errori societari, ormai ripetuti fino alla noia dal giorno 1 di questo campionato, c’è la dignità. Messa sotto due metri di polvere con l’aiuto di gelosie, litigi, inciuci. I più pessimisti mai si sarebbero aspettati un’annata del genere.

Anche il Bologna di Thiago Motta, l’uomo che per primo era stato contattato da Aurelio De Laurentiis per il post Spalletti rifiutando la proposta partenopea, passeggia sulla macerie del Napoli. 0 a 2 in una gara senza storia, dove nei primi 15 minuti si è vista la squadra allenata da Francesco Calzona passeggiare per il campo senza meta. Prima Ndoye e poi Posch hanno chiuso la pratica in soli 12 minuti. Una vergogna indicibile. Il Napoli potrebbe riaprirla ma Politano dal dischetto si fa parare il rigore. Ennesimo errore dagli 11 metri per dei ragazzi a cui ancora tremano le gambe.

La cronaca racconta più nulla. Solito fraseggio inutile del Napoli, soporifero, distratto, inutile. Quando l’arbitro fischia la fine, il Maradona fischia in modo assordante. Un anno che sta volgendo al termine (mancano 2 gare ed è l’unica buona notizia) in cui mai, nemmeno per un istante, il Napoli ha fatto credere di essere campione d’Italia in carica. Spettatore non pagante di continue bastonate, in casa e fuori. E più ne prendeva, più sembrava che fossero felici.

Hanno scelto questa strada e così sia.

La fine del campionato si avvicina, e da qui a poco capiremo le reali velleità del Napoli. Se ritornerà ad essere forte come lo è da 15 anni oppure se si appresta a vivere inesorabile il suo declino.

Vincenzo Barretta

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