Il Napoli saluta un 2023 storico nel segno dell’indolenza

Contro il Monza una prestazione al limite della sufficienza condita da alcuni errori sotto porta da parte dei ragazzi di Mazzarri. I lombardi possono recriminare per un rigore sbagliato da Pessina, tirato male e con molta presunzione neutralizzato da Meret che indovina l’angolo di tiro.

Primo tempo giocato sotto tono, con un solo tiro in porta (Anguissa), troppo poco per chi davvero vuole vincere la partita con tutte le proprie forze. Il Monza anche crea poco.

Seconda frazione leggermente meglio, ma Napoli che resta troppo distante dai fasti di un tempo. Distante anche dal primo Napoli di Spalletti e da quello di Gattuso. Poche idee, stesse trame fanno degli azzurri una squadra facilmente leggibile.

Mazzarri da San Vincenzo non ha dato la scossa sperata. Troppo poco, in termine meramente statistici e di classifica, quel che ha fatto fino ad oggi.

La società, dal canto suo, ha il dovere di intervenire sul mercato. Ma soprattutto, ha la possibilità di programmare, nei prossimi sei mesi, il Napoli che verrà. Sottolineando con forza la sua filosofia.
Filosofia che ha reso questa squadra campione d’italia nell’anno che ci apprestiamo a salutare.

Dopo l’Epifania, gli azzurri andranno a Torino sponda granata. La gara di marzo scorso fu l’ultimo vero grande Napoli. Dopo Torino – Napoli ci fu la sosta, e da quel famoso 2 aprile (0 a 4 in casa col Milan) di quel Napoli dominatore in ogni dove restarono le briciole.

La speranza è che la gara del 7 gennaio sia un ritorno alle origini, ma oggi come oggi sappiamo di chiedere troppo.

Bellissimo lo striscione della curva B: “2023 nessun rimpianto, Napoli campione dentro e fuori dal campo”.

Lo ricordino i tifosi, lo ricordi la società, lo ricordino soprattutto i calciatori.

Buon 2024 a tutti.

Vincenzo Barretta

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