Inaugurata a Secondigliano una stanza dedicata alle vittime di violenza

Una cerimonia di inaugurazione toccante e commovente, dal carattere fortemente solidale e sociale, quella svoltasi stamane all’interno del commissariato di Polizia di Secondigliano.

Qui, infatti, faceva servizio l’agente scelto Pasquale Apicella detto Lino e, in sua memoria, è stata dedicata la stanza “speciale” inaugurata nella manifestazione di stamattina.

Proprio da qui, dal commissariato di Polizia di corso Secondigliano, il 27 aprile del 2000, l’agente Apicella partì in auto insieme ad un collega, allertati da una chiamata radio che segnalava una rapina in corso.

Poco dopo, mentre l’agente guidava l’auto della Polizia, verso il luogo della rapina, lungo Calata Capodichino, trovò la morte in un terribile scontro frontale impattando proprio contro l’auto guidata  dai rapinatori che cercavano di scappare. Per lui non ci fu nulla da fare, troppo pesante l’impatto e la sua morte sul lavoro, nell’esercizio di quello che era il suo dovere, rappresentò fin da subito, un forte monito per la sicurezza di chi si trova a fronteggiare la sicurezza delle nostre città indossando una divisa.

I giorni successivi mostrarono il dolore di una famiglia lacerata nella sua integrità: Lino aveva 37 anni ed era padre di due bambini piccolissimi. Molto legato alla famiglia e un uomo che oltre la divisa dimostrava, attraverso un costante impegno sociale, di avere un forte senso civico.

Lino, infatti, pare fosse molto sensibile verso le donne e i bambini vittime di violenza e, per questo, si rendesse sempre disponibile all’aiuto verso chi considerava meno fortunato di lui che, al contrario, svolgeva il lavoro dei suoi sogni, aveva coronato il suo sogno d’amore ed aveva vissuto la gioia di essere due volte padre.

Per la sua morte sono stati condannati i 4 uomini di etnia Rom che viaggiavano sull’Audi A4 finita contro la gazzella della Polizia. Poco prima i 4 avevano tentato di fare una rapina in un istituto bancario di Pizza Carlo III, ma pare che avessero fatto troppo rumore e, dunque, i residenti, accortisi dell’intento, avessero richiesto un intervento.

Tre dei quattro uomini sono poi stati condannati a 26 e 18 anni di carcere lo scorso 7 giugno 2021.

La “Stanza di Lino”, questo è il nome della stanza “speciale” a lui dedicata tra la commozione della moglie, Giuliana Guidotti presente alla cerimonia in memoria.

Alla cerimonia hanno partecipato il questore Alessandro Giuliano, il prefetto Claudio Palomba, il primo dirigente del commissariato di Secondigliano Raffaele Esposito, gli assessori comunali alla legalità e alle pari opportunità Antonio De Iesu ed Emanuela Ferrante, la consigliera regionale Bruna Fiola, il presidente e il vicepresidente della settima Municipalità Antonio Troiano e Giuseppe Grazioso, il consigliere comunale Pasquale Esposito, Patrizia Palumbo dell’associazione Dream Team.

La stanza si trova al primo piano dell’edificio e servirà  all’audizione delle donne e dei minori vittime di violenza. E’ stata realizzata con il contributo dell’associazione di promozione sociale Forti Guerriere intervenute con la referente Manuela Palombi.

Molto toccanti anche le parole del Questore durante la cerimonia “Per noi mettere le vittime dei reati al centro, soprattutto quelle più vulnerabili è una strategia precisa sia a Napoli che in generale per quanto riguarda la polizia di Stato e questo non si fa soltanto specializzando degli operatori a svolgere attività investigative così complesse, che pure è un passaggio fondamentale, ma anche creando degli ambienti adeguati, accoglienti in cui queste persone possano sentirsi protette.

“L’ascolto è una parte fondamentale dell’attività investigativa – ha aggiunto – le modalità ma anche la location in cui questi atti avvengono sono essenziali per la buona riuscita dell’attività stessa e perché le vittime si possano sentire a loro agio e contribuire alle indagini nel miglior modo possibile. In questo ufficio lavorava Lino Apicella, collega vittima del dovere che noi abbiamo perso due anni fa e per noi è stata molto importante questa coincidenza per la quale personale del commissariato Secondigliano ha fortemente voluto che la stanza fosse intitolata a lui”.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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