Il quartiere Chiaia da inizio pandemia ha registrato la chiusura di oltre 15 attività

 

 

Stamane i commercianti del quartiere di Napoli Chiaia hanno sfilato con delle mutande in mano.

La protesta nasce poichè i negozi di abbigliamento a causa delle disposizioni anti-covid devono restare chiusi, mentre i negozi di intimo no; a tal proposito Roberta Bacarelli, presidente di Federmoda Campania ha dichiarato: “Visto che i negozi di intimo possono restare aperti e quelli di abbigliamento no abbiamo aggiunto alle nostre attività il codice ateco per vendere le mutande, così abbiamo la possibilità di aprire le nostre attività; nessuno di noi pensa di poter sopravvivere con la vendita dell’intimo, vogliamo solo far notare al Governo questa incongruenza; siamo i nuovi poveri, non siamo più in grado di pagare gli affitti, né le utenze”.

Il quartiere Chiaia da inizio pandemia ha registrato la chiusura di oltre 15 attività; Federfarma afferma: “Entro fine anno le stime parlano di almeno 30 attività”.

Maurizio De Stasio, commerciante, ha detto: “Ho perso in poco più di un anno circa il 70 per cento del fatturato e ho ricevuto dallo Stato solo 2mila euro. Non ne possiamo più”.

Napoli. La protesta delle "mutande" a via Chiaia

Commenti

commenti