Napoli incolore e senza verve acciuffa un pari che serve a poco

Il Napoli, molto probabilmente, dice addio ad ogni velleità di qualificazione Champions. Colpa, anche e definitivamente, del pari interno col Genoa di Alberto Gilardino.

Grifone che ha mostrato un buon calcio, aggressivo, con interessanti trame di gioco. Anche aiutato da un Napoli che ha dato l’impressione di non esserci con la testa e con il fisico. Il gol del pari è arrivato con il neo acquisto Ngonge, dopo un breve forcing.

Primo tempo equilibrato. Poteva sbloccarla il Napoli così come il Genoa, anche grazie ad un ottimo Meret che spegne le speranze liguri.

Pronti via nella ripresa e il Genoa la sblocca con Frendrup, bravissimo a calciare dal limite e metterla dove Meret non può arrivare. Nell’occasione è parso poco attento Natan, appena entrato per Ostigard. Quando si sostituisce il centrale di difesa il rischio di errore per il subentrante è sempre alto. Così è stato.

A differenza delle altre volte (Cagliari, Salernitana e Verona) il Napoli questa volta è incapace di reagire. Molle e flaccido si avvicina a fatica all’area avversaria.
Il solo e solito Kvaratskhelia questa volta non riesce a riprenderla, nonostante sia stato per 90 minuti per distacco il migliore in campo, moto perpetuo che ha messo in seria difficoltà tutta la retroguardia genoana.

Al 90esimo, quando sembrava materializzarsi l’ennesima sconfitta dell’anno, un bravo Ngonge pareggia i conti. Il belga entrato al posto di uno spentissimo Politano, ancora oggi protagonista in negativo dopo il milionario rinnovo ricevuto.

La gara finisce nonostante lo sforzo finale. Giusto così, pari corretto. Anzi, a dire la verità, forse la banda Gilardino meritava qualcosa in più per quanto visto.

Aurelio De Laurentiis si prenderà qualche ora per capire cosa fare con Walter Mazzarri. Un altro esonero sarebbe davvero clamoroso per un club campione in carica.
Ma si sa, gli errori commessi in fase di mercato (allenatori, dirigenti, calciatori, rinnovi) si pagano durante l’anno e difficilmente si possono colmare.

Sarà una lenta agonia da qui a fine anno. Con la speranza, proprio mercoledì col Barcellona, di non mettere la definitiva pietra tombale già a metà febbraio su un annata, fino ad ora, parca di soddisfazioni.

Vincenzo Barretta

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