Champions stregata per il Napoli, il Barcellona fa sua la qualificazione alla fase successiva

Niente da fare. Come sempre o quasi, quando la partita conta tanto, il Napoli non riesce a farla sua. Eppure di fronte c’era il Barcellona di Xavi anche abbastanza rimaneggiato, con un 16enne (Yamal) e un 17enne (Cubarsì, che ha annullato Osimhen) che comunque ha meritato la vittoria e di conseguenza la qualificazione.

E quindi che butta alle ortiche la qualificazione al mondiale per club, dove balleranno, oltre il prestigio, una quantità di soldi al limite dell’inquantificabile.

Dopo 15 minuti i catalani già sono sopra di 2 reti. Non tanto il primo gol, con errore della linea difensiva, ma quanto il secondo su contropiede inquietante. Ma gli azzurri di Calzona non si disuniscono e trovano la rete su azione corale che mette Politano in grando di appoggiare un accorrente Rahmani che, da attaccante che non è, segna un bellissimo gol. La gara è in bilico, soprattutto nel secondo tempo quando il Napoli gioca bene a calcio e ci prova con Kvaratskhelia (molto in ombra, insieme ad un impalpabile Osimhen) ma la palla termina fuori.

La vera occasione capita al minuto 80 sulla testa di Lindstrom. Cross preciso di Olivera, subentrato a Mario Rui, che mette il danese a 3 metri dalla porta solo senza avversari. Palla fuori. Incredibile. Era più facile segnare che sbagliare, ma in un anno del genere non ci sorprende più nulla.

Dopo 2 minuti il Barcellona fa il Barcellona e segna con Lewandovsky il definitivo 3 a 1. Ci sarebbe spazio per la traversa di Olivera, che avrebbe permesso al Napoli di fare un forcing finale.

Male parecchi calciatori, tra cui il subentrato Lindstrom che è stato davvero imbarazzante.

Da segnalare un rigore probabile non dato al Napoli per fallo su Osimhen. Il var non interviene. Le immagini parlano di un rigore che si poteva tranquillamente dare.

Il Napoli torna a casa per l’ennesima volta senza la grande vittoria in Europa. E nei 180 minuti il Barcellona ha meritato la qualificazione.

Peccato, peccato davvero. Il Napoli rifondi tutto a giugno. È l’unica via maestra per poter mettere mattoni per un radioso futuro.

Vincenzo Barretta

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