Il Napoli dice addio a quelle poche speranze che restavano per ritornare nel gruppetto di testa

Lo fa al Maradona (ovviamente) contro l’Inter che si impone con un nettissimo 0 a 3. Un passaggio di consegne, probabilmente, tra i campioni d’Italia in carica e quelli che dovranno per forza esserlo, a meno di clamorose sorprese. Come la Juventus, libera da impegni gravosi infrasettimanali. Bianconeri che saranno i prossimi avversari del Napoli il giorno dell’Immacolata a Torino.

Il Napoli subisce una batosta clamorosa. Un primo tempo giocato più o meno alla pari, dove gli azzurri si sono resi pericolosi in apertura con un gran tiro di Elmas (stasera titolare al posto di Zielinski) e una traversa di Politano.

Gli uomini di Inzaghi tengono botta e segnano allo scadere del primo tempo. Da segnalare, però, un fallo su Lobotka ad inizio azione che l’arbitro Massa (abbastanza negativa la sua prestazione) non vede e, quindi, non concede.

Il secondo tempo il Napoli, per l’ennesima volta, sparisce dal campo. Reparti distanti e una disunione tra i ragazzi al limite del raccapricciante. È incredibile il declino mentale prima, fisico poi, che questi calciatori hanno subito in pochi mesi. Inspiegabile, anche.

La società in estate ha sbagliato tanto, vivendo per la prima volta nella gestione De Laurentiis la condizione di essere campione in carica. Errori che commettono in tanti, soprattutto i club non abituati a vincere. Dalla scelta dell’allenatore fino alla permanenza di alcuni calciatori che dovevano essere ceduti e sostituiti da ragazzi in rampa di lancio. Era evidente che alcuni avevano dato tutto alla causa, e che il fuoco che alimenta gli atleti si stava piano piano spegnendo.
Questa gara, ove mai ce ne fosse stato ancora bisogno, lo certifica in modo evidente.

Il Napoli cerchi di restare aggrappato alle prime quattro (accesso champions league), e il estate faccia quello a cui ci ha abituato. Impopolarità e coraggio.
Cioè le due principali peculiarità che, mattone dopo mattone, han permesso alla società di crescere anno dopo anno, di vincere dominando un campionato, di fare più punti di tutti in serie A negli ultimi 11 anni dopo la Juventus, di essere tra i primi 15 club del mondo.

Lo faccia presto perché lo sa fare. Perché è la sua forza.

La prossima gara, come suddetto, sarà a Torino. La notizia positiva è che si giocherà fuori casa. Il Napoli da anni è più forte lontano dalla città che tra le mura amiche. Anche l’anno scorso è stato così.
Il Maradona ormai, senza voler entrare nei motivi per cui, è terra di conquista per tutti. E la cosa più brutta da raccontare è che nessuno in campo pare abbia voglia di evitarlo.

Vincenzo Barretta

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