Due gruppi di quattordicenni danno luogo ad una vera e propria rissa a Materdei

Nei pressi della stazione metropolitana Materdei, in via Scipione Ammirato, ieri, si è assistito ad una brutta pagina di cronaca per la città di Napoli.

Purtroppo, ormai, sono tristemente noti, gli episodi di violenza urbana verificatisi a destra e a manca un po’ in tutta Napoli e provincia. Sembra quasi che sia diventata una moda quella di affrontarsi in gruppo e picchiarsi selvaggiamente non curanti di tutto ciò che gira intorno al branco inferocito che non vuole altro che uscirne vincitore.

E’ certamente brutto soprattutto alla luce del fatto che pare abbassarsi sempre di più l’età dei protagonisti di questa giungla urbana.

Come è accaduto ieri sera: un’orda di ragazzini, per lo più di 14-15 anni, tutti, tra l’altro, senza dispositivi di protezione anti covid,  ad un certo punto si scagliano in massa contro un solo ragazzino, probabilmente identificato come “avversario”. Il ragazzino in questione, ovviamente sopraffatto, verrà letteralmente sbattuto contro i bidoni della raccolta differenziata e pestato dal branco in un feroce corpo a corpo. A contorno di questo scenario, tanti altri giovanissimi a fare da cerchio a questo “ring di strada” che sfrecciavano avanti e indietro sui loro motorini.

Ciò che lascia ancora più basiti, inoltre, è l’indifferenza che si evince dalla volontà di “non passare un guaio” dei tanti automobilisti in transito da quelle parti in quel preciso momento.

Così come i video che da stamattina stanno facendo il giro del web in cui si immortalano i fotogrammi della rissa ripresa dai balconi della abitazioni della zona.

Ovviamente ci sarà stato chi, ravveduto, ha prontamente chiamato il 112, ma, inutile dirlo, questi eventi finiscono, in men che non si dica, e sempre prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Salvatore Paternoster, dell’associazione Giovani Promesse, rilancia in un’Ansa, questo evento come sintomo di un’emergenza sociale assai grave e dalle tinte forti: il problema dei giovani di oggi starebbe nella necessità di recuperarli socialmente includendoli in azioni e progetti strutturati per poter maturare buoni ideali e non azioni malvagie.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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