Il Tar Campania ha sospeso l’ordinanza del Comune di Napoli per la cancellazione del murale dedicato a Ugo Russo

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dei familiari e del comitato “Verità e Giustizia per Russo” in attesa dell’udienza che si terrà il 7 aprile. La decisione del Tar Campania è stata notificata con effetto immediato agli uffici comunali.

Resterà lì, quindi, il murale dedicato al quindicenne ucciso in un tentativo di rapina da un carabiniere in borghese al quale aveva tentato di rubare l’orologio puntandogli una pistola, poi rivelatasi giocattolo, alla tempia mentre il militare si trovava in auto con la fidanzata. La vicenda ebbe luogo un anno fa in Via Generale Orsini, nel quartiere Santa Lucia di Napoli e, tra pochi giorni, sarà l’anniversario di questa triste pagina che scosse l’opinione pubblica sull’argomento della violenza, purtroppo dilagante, tra i giovanissimi e molto sviluppata in certe zone di Napoli.

Avverso e fortemente contrariato di fronte a quell’effigie, si era schierato il procuratore generale Riello considerando quanto non ci sia nulla di elogiabile e celebrativo per uno, che seppur giovanissimo, sceglie di intraprendere la strada della delinquenza.

Contro di lui, però, era arrivata la risposta dei familiari del giovane, rappresentati dal papà di Ugo, Vincenzo Russo, che non ha mai negato il fatto che il proprio figlio avesse certamente commesso un errore.ma che, a gran voce, anche e soprattutto attraverso i media ha sempre riferito quanto la reazione del carabiniere, nel pieno della sua autorità, abbia negato, di fatto, la possibilità che suo figlio, tratto in arresto per il reato che stava commettendo, avesse potuto avere una speranza di un recupero e un reintegro nella società.

Possibilità, questa, che gli è stata negata da quei tre colpi sparati a bruciapelo da un carabiniere poco più grande del figlio che, sicuramente, avrà agito per difesa personale, senza pensarci due volte. Il militare, subito dopo averlo colpito, chiamò subito i soccorsi, nel tentativo di limitare il danno ma, purtroppo, Ugo perse la vita all’arrivo all’ospedale Pellegrini.

Il comitato “Verità e Giustizia per Russo” si fa portavoce proprio di questo grido di aiuto, certamente diverso, dalla volontà di creare un altarino a cielo aperto per “celebrare e ricordare le gesta del giovane”, ma l’intenzione, fin dal primo momento, sarebbe stata quella di chiedere ed ottenere giustizia perché, a loro dire, “non esistono vittime “colpevoli” e che tutti hanno diritto alla giustizia”.

E nel dire questo, ricordano le anomalie del processo, una su tutte il fatto che, a distanza di un anno, ancora non sono stati resi noti i risultati dell’autopsia, mentre rimarcano il fatto che, mai, nessuno avrebbe pensato di elogiare chiunque, di giorno garzone in un bar o in una pizzeria, e di notte rapinatore violento.

Domani alle 16:00, davanti la stazione metro Toledo, il comitato, la famiglia, gli amici e quanti intendono difendere questa posizione, si riuniranno per un momento di riflessione per mettere l’accento, ancora una volta, sulle possibilità negate al quindicenne, che, aveva l’età giusta, per assumersi le proprie responsabilità ed essere corretto in una struttura dedicata e non certamente in una bara.

Foto di repertorio

Marianna Di Donna

 

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