Traffico internazionale di farmaci illegali, scoperto deposito a Sant’Antimo

Non è stata un’indagine semplice ma piuttosto lunga ed articolata quella dei carabinieri del Nas di Latina che ha portato alla luce un traffico illegale internazionale di farmaci con base a Sant’Antimo.

L’operazione, meglio nota come “Farmaco viaggiante”, ha condotto all’esecuzione di 18 misure cautelari di cui 5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 8 all’obbligo di presentazione, e inoltre il coinvolgimento di altrettanti soggetti indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di farmaci.

I farmaci trovati sarebbero dedicati a cure particolarissime come  il morbo di Parkinson e l’epilessia.

La matrice di tutta l’organizzazione criminale aveva la base a Sant’Antimo ed è risultata composta da diverse persone con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio.

Il sistema organizzato era molto ben strutturato e prevedeva l’emissione di ricette mediche false e riconducibili a bollettari oggetto di furti presso strutture sanitarie e studi medici nelle regioni Lazio, Toscana e Lombardia.

I truffatori, inoltre, acquisivano, indebitamente a costo zero, farmaci ad alto costo e totalmente a carico del SSN, presso le farmacie cui appartenevano i ricettari, causando in alcuni casi l’indisponibilità di tali medicinali (per pazienti, farmacie e depositi farmaceutici regionali).

Il traffico di farmaci registrava un mercato di vastissime proporzioni perché i farmaci venivano addirittura spediti e fatti arrivare in Gran Bretagna.

L’indagine è stata condotta anche con l’ausilio di  ricognizioni fotografiche dall’alto, tracciamento di pacchi postali destinati alla Gran Bretagna, ma anche attività di pedinamento e registrazioni video presso farmacie per l’identificazione dei soggetti coinvolti, e infine l’esamina di tutte le documentazioni sanitaria in circolo, la cui cifra si aggira intorno alle 10000 ricette.

I farmaci arrivavano nel deposito di Sant’Antimo dove venivano catalogati e preparati per raggiungere diverse località della Gran Bretagna.

A capo di questa organizzazione c’era B.G., 54 enne napoletano, meglio conosciuto come “il dottore”, risultato già noto alle forze dell’ordine sempre per reati di truffa. Tutto partiva da quest’uomo che in passato aveva avuto contatti proprio con il Regno Unito come addetto al settore farmaceutico.

Una volta recuperati i blocchi di ricette bianche, entrava in scena il “falsario” del gruppo, chiamato Dante Alighieri, 34 anni di Napoli: a lui spettava il compito di scrivere queste ricette con tanto di nominativi di medici e pazienti.

Una volta “pronte” le ricette potevano essere spedite in farmacia per il ritiro dei farmaci a costo zero. Poi, arrivavano nel deposito di Sant’Antimo e da lì, attraverso corrieri complici, venivano spediti dietro pagamento in Gran Bretagna.

Foto dal web

Marianna Di Donna

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