Indagate 8 persone accusate di diversi furti di ogni genere

L’area principalmente interessata dai furti copriva quasi tutto il Cilento, ed è proprio qui che i carabinieri della Compagnia di Agropoli hanno fermato ben 8 persone organizzate in una banda attraverso un provvedimento emesso dalla Procura di Vallo della Lucania.

La maggior parte dei reati predatori avevano come oggetto la ricerca di siti in cui trovare abbastanza rame da rubare: cabine elettriche, sedi operative di aziende, opifici, centrali telefoniche, ma non erano escluse  neanche le  abitazioni private, i depositi e i rimessaggi di barche. I malintenzionati avevano addirittura preso di mira il sito naturalistico “Oasi del fiume Alento”.

L’organizzazione, però, sebbene avesse concentrato le sue attività nell’area cilentana, sarebbe stata ben strutturata attraverso diverse basi:  San Giovanni a Piro, Castellabate, Prignano Cilento e Cicerale in provincia di Salerno, Lusciano (Aversa), Acerra e Montoro in provincia di Avellino erano i luoghi nei quali veniva depositata la refurtiva.

Questa organizzazione aveva degli introiti molto importanti, si parla infatti di un giro d’affari quantificato in circa 150.000 euro in refurtiva.

L’indagine dell’attività criminale ha portato anche alla scoperta che il gruppo avesse volontà ad ampliare il proprio raggio d’azione: questo si sarebbe evinto dal fatto che, seppur concentrati sui furti di rame, pare che, di recente, la banda si fosse lanciata anche a rubare derrate alimentari stipate in depositi e magazzini.

Un’ulteriore indagine diretta dal Compartimento Polizia Ferroviaria per la Campania ha portato al ritrovamento di ben 200 chilogrammi di rame stipati in un deposito in località Montagna Spaccata.

Immediatamente denunciato il titolare del deposito, un uomo di 42 anni della zona, che aveva camuffato questo deposito come un magazzino di materiale ferroso, ma all’interno invece vi erano ammassati e stipati ben 200 chili di rame.

Dall’analisi sul rame si è subito risaliti alla provenienza che apparterrebbe alla Rete Ferroviaria Italiana, in sostanza si tratterebbe di rame nudo specifico per la creazione di linee di contatto.

Il materiale reperito è stato sottoposto a sequestro preventivo e il titolare è stato denunciato per ricettazione.

Foto dal web

Marianna Di Donna

Commenti

commenti