Risarcimento riconosciuto per la morte di una donna di Acerra

Nel lontano 1992 una signora napoletana di 39 anni di Acerra fu ricoverata e sottoposta a cure ginecologiche presso l’ Ospedale Sant’Anna di Torino.

Durante la degenza la signora fu sottoposta a diverse trasfusioni di sangue rivelatesi poi infette.

Poco dopo il suo rientro a Napoli, infatti, la donna scoprì di aver contratto un’ infezione da HCV epatite virale di tipo c.

Negli anni a venire, la donna avrebbe iniziato un vero e proprio calvario e, a causa del decorso degenerativo della malattia epatica, la donna trovò la morte presso la Casa di cura Villa dei fiori di Acerra nel 2017.

Immediata fu la denuncia da parte del marito e delle figlie della donna, attraverso l’avvocato Maurizio Albachiara, proprio finalizzata al fatto di verificare ed accertare le responsabilità di una condotta omissiva da parte del Ministero della salute sui relativi controlli alle sacche di sangue destinati alle trasfusioni.

Successiva a questa denuncia si è aggiunta, anche poi, la conseguenziale richiesta dei danni subiti per il decesso della signora.

Il percorso giudiziario nei confronti di questa situazione è durato diversi anni ma finalmente il Tribunale di Napoli con sentenza del 13 maggio 2021 ha riconosciuto le responsabilità attribuite al Ministero per non aver vigilato e controllato il sangue finalizzato alle trasfusioni e soprattutto per non aver controllato che il sangue di quei donatori presentasse effettivamente delle alterazioni delle transaminasi tipiche dell’epatite C.

Pesantissima la condanna per il Ministero della salute che è stato condannato al pagamento in favore del marito e delle figlie della somma di 670.000 € più interessi per un ammontare complessivo di 770.000 €, anche perché oltre alla vicenda si è denunciato anche il fatto che una parte di questi soldi, nello specifico 100.000 € dovrà andare a favore dei nipoti della signora defunta visto il particolare rapporto che legava i piccoli alla nonna.

Grande la soddisfazione da parte dei familiari e dell’avvocato dello studio Albachiara per questa importante vittoria conseguita, anche se certamente la vita della signora non avrebbe avuto alcun prezzo.

Nonostante la vittoria, purtroppo però, esisterebbe una lungaggine giudiziaria dovuta al fatto che per la liquidazione degli importi bisognerà fare un ulteriore passaggio buricratico attraverso il TAR affinché lo stesso obblighi il Ministero al pagamento delle somme dovute.

Foto di repertorio
Marianna Di Donna

 

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