Psicosi Astrazeneca anche tra i sanitari, 6 su 10 rinunciano

La psicosi Astrazeneca non cenna ad arrestarsi e, nonostante le rassicurazioni scientifiche date dall’Ema e dall’Aifa, cresce sempre di più il diffondersi di uno scetticismo dettato dalla paura di effetti collaterali letali.

Sì, perché per quanto la letteratura scientifica possa contemplare il verificarsi di casi invalidanti e/o letali attraverso note statistiche nelle quali vengono registrati “casi”, l’umore popolare resta pur sempre un evento incontrollabile.

Un evento talmente incontrollabile che si sta tramutando, in questi ultimi giorni, in una serie di defezioni e rinunce a sottoporsi al vaccino.

Le prenotazioni per le dosi Astrazeneca, come noto, erano partite già da tempo, molto tempo prima che si verificassero alcuni effetti collaterali importanti e anche casi di decessi. Ragione, questa, per la quale, adesso, una volta convocati, si è fatta prevalere la paura decidendo arbitrariamente di non presentarsi.

Dapprima le defezioni, numerosissime, hanno riguardato il personale scolastico e i docenti, leggere ma comunque presenti le defezioni anche tra i militari.

Ma il dato che adesso più preoccupa arriva dal fatto che a rinunciare alla dose pare siano proprio i sanitari!

Ed ecco che la notizia va a riempire subito le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, dopo che una stima registrerebbe a Napoli la rinuncia di 6 sanitari su 10 convocati.

Nei due hub dedicati alle somministrazioni, Stazione Marittima e Mostra d’Oltremare, nella sola giornata di ieri, su 2.500 operatori sanitari convocati, se ne sarebbero presentati solo 1.042 (il 41,68%).

E mentre le polemiche impazzano sui social tra chi, a fronte di questo diniego proprio da parte di una categoria impegnata in prima linea nella lotta al Covid, inneggia ai licenziamenti, d’altra parte si schierano quelli che, vittime della psicosi, avvalorano la tesi della rinuncia da parte del personale sanitario, proprio a dimostrazione del fatto che il vaccino Astrazeneca non convinca neanche loro.

Insomma, un dramma nel dramma, a fronte di una situazione che potrebbe peggiorare nelle prossime settimane e che, al contempo, rallenterebbe non di poco la campagna vaccinale e riproporrebbe il serio e, quanto più dannoso, problema della conservazione delle dosi prenotate e mai utilizzate.

Foto di repertorio

Marianna Di Donna

 

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