Continua a non sciogliersi il sangue di San Gennaro, è la seconda volta

Purtroppo continua a non sciogliersi il sangue di San Gennaro.

Il prodigio del Santo Patrono di Napoli non si è manifestato neanche oggi nel periodico appuntamento dell’anno.

Questa è la seconda volta che il sangue non si scioglie; era già capitato nel dicembre 2020.

Questa di maggio è, infatti, la prima data del nuovo anno nella quale il sangue avrebbe dovuto liquefarsi ma così non è stato e, per questo, cresce la preoccupazione tra i fedeli.

All’interno della chiesa cattedrale, così come già verificatosi lo scorso maggio, a causa del Covid, non è stato possibile fare il rituale completo ovvero quello che prevede una folla di fedeli accalcarsi l’intera giornata in preghiera del santo patrono, così come non si è potuta fare la processione dei busti di San Gennaro e dei compatroni dal duomo alla basilica di Santa Chiara, nel centro storico della città.

Come noto a tutti i napoletani, il rito della liquefazione del sangue rappresenta una forte simbologia per i credenti: il sangue sciolto rappresenta una “protezione” per le sorti della città e della sua popolazione ma la storia indica anche il caso contrario, ovvero l’avverarsi di qualcosa di funesto in caso di non liquefazione.

Al termine dell’omelia, l’arcivescovo Don Mimmo Battaglia, nell’annunciare che il sangue non si fosse sciolto ha voluto lanciare un monito ai napoletani e alla città intera “Annunciamo il Vangelo – ha detto – senza timore, la città ha bisogno del Vangelo per tornare a sperare con la linfa vitale della fiducia e dell’amore nei tanti deserti che sono nei vicoli, nelle periferie, nelle case. Denunciamo ciò che inquina il tessuto sociale, che allontana il popolo dal sogno di Dio di pace giustizia e comunione. Il nostro martire ha mostrato che un credente non arretra di un millimetro dinanzi al bene che per esso è disposto a dare vita. Come comunità saremo capaci di fare altrettanto denunciando il malaffare, cultura camorristica, la corruzione imperante?”.
Non mancano nelle parole dell’arcivescovo i recenti delitti avvenuti: alcuni avvenuti in famiglia, altri per mano di uomini violenti, altri ancora per mano della malavita.

E nel grido-denuncia della sua omelia non manca un pensiero alle condizioni difficili degli operai della Whirlpool proprio nel giorno della festa dei lavoratori.

Un’omelia carica di emozioni e di preoccupazioni con un forte invito ad “annunciare, denunciare e rinunciare”.

Foto dal web
Marianna Di Donna

 

 

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